Juventus, Morata: «Siamo sotto pressione, io più degli altri. A volte non riuscivo ad alzarmi dal letto»

Mercoledì 10 Novembre 2021
Juventus, Morata: «Siamo sotto pressione, io più degli altri. A volte non riuscivo ad alzarmi dal letto»

In quattordici partite giocate, tra Serie A e Champions League, Alvaro Morata ha segnato appena quattro gol: due in campionato, e due in Europa (dove comunque la Juventus è già ampiamente qualificata, e con tre turni di anticipo). L'attaccante spagnolo ha in pratica pesato sui gol dei bianconeri per il 16% in stagione, un po' troppo poco per riuscire a risalire la china, e la classifica. Specie se, sempre in campionato, Morata non segna dal 19 settembre, ovvero dalla gara contro il Milan pareggiata dagli uomini di Massimiliano Allegri.

In un'intervista a "El Pais", ha raccontato i timori, le ansie che vive il numero 9: «Siamo tutti sotto pressione - ha cominciato Morata dal ritiro della Nazionale di Luis Enrique -, io forse di più perché sono in prestito. Ma quando sei padrone del tuo destino, l'unica cosa che puoi fare è lavorare». Quanto alle critiche, ha provato e prova a farsele scivolare addosso: «Sono stato quasi un mese fuori e per la fretta di tornare non sono stato bene fisicamente. Ho dovuto lavorare molto per la squadra e non avevo la lucidità necessaria per segnare. Nelle ultime partite ho giocato a sinistra, quasi da esterno. Ma l'importante è giocare e fare quello che mi chiede il mister. Ovviamente mi piacerebbe giocare meglio e fare più gol ma prima dell'infortunio stavo bene e ho fatto fatica a recuperare». Una volta fatto, magari sarà più semplice recuperare il gap di 14 punti con le prime della classe, forse: «Non stiamo vivendo un bel momento ma c'è un grande gruppo. È molto difficile risalire fino ai primi posti ma in passato ci siamo riusciti. Dobbiamo essere oggettivi, dimenticarci delle cose che non si possono fare e cercare innanzitutto di tornare in zona Champions, e da lì guardare avanti».

 

Lazio, Immobile salta la Juve ed è in dubbio col Napoli

 

Morata, le minacce di morte dopo Italia-Spagna: «Senza il mister e i compagni l'avrei vissuta peggio»

Morata ha parlato anche della sua Spagna, ricordando quanto successo dopo l'eliminazione in semifinale con l'Italia, in cui ha ricevuto anche minacce di morte: «Se non fosse stato per il mister e i miei compagni, l'avrei vissuta anche peggio. Penso sempre al fatto che se avessimo battuto l'Italia, col nostro gioco avremmo avuto molte possibilità di superare anche l'Inghilterra. Ma ci siamo guadagnati il rispetto di avversari e tifosi».

«I fischi? Non fanno mai piacere. Nessuno è perfetto, non siamo macchine e so quello che ci si aspetta da me - ha concluso il ventinovenne -. Ci sono cose in cui dobbiamo fare dei passi avanti, come nell'odio che certe volte si mostra. Ho visto genitori, che erano assieme ai figli, con le facce arrabbiate ed è quello che trasmettono ai bambini. Ma credo che qualcosa stia cambiando, che la gente si stia rendendo conto che ci sono dei limiti. In campo possono insultarmi, sputarmi, ma non quando sono fuori a passeggiare con mia moglie o i miei figli. Ci sono stati momenti in cui non avevo voglia nemmeno di alzarmi dal letto. Ho detto spesso che ho passato molti momenti brutti e con un'altra mentalità magari sarei potuto essere un giocatore migliore ma ho anche grande forza di volontà per uscire dai momenti bui, altrimenti non avrei avuto la carriera che ho avuto».

Ultimo aggiornamento: 13:38
© RIPRODUZIONE RISERVATA