Diego Maradona, scontri con la polizia poi la sepoltura al cimitero. Un giorno di caos a Buenos Aires

Giovedì 26 Novembre 2020
Diego Maradona, i funerali: in strada un milione di persone. File e tensioni alla camera ardente

Diego Armando Maradona è stato sepolto nel cimitero di Jardin de Bella Vista. Ne danno notizia le tv locali che hanno seguito per tutta la giornata in diretta prima la camera ardente, con gli scontri che ne sono seguiti davanti alla Casa Rosada e poi il trasferimento del feretro al cimitero e la cerimonia privata prima dell'inumazione. Il feretro è arrivato al cimitero di Bella Vista, a 35 km da Buenos Aires, dopo più di un'ora di viaggio. Il corteo con la bara del campione argentino morto ieri per un attacco cardiaco è stato seguito da una folla di tifosi. Nuovi momenti di tensione tra polizia e sostenitori si sono registrati all'arrivo del carro funebre con il feretro di Diego Armando Maradona al cimitero privato Jardin de Bella Vista. Dopo l'arrivo del corteo, la folla giunta per rendere omaggio al campione ha iniziato ad avvicinarsi alle porte del cimitero, scontrandosi con le forze di sicurezza dispiegate sul posto. Dalla folla sono partite pietre in direzione degli agenti, che hanno risposto con l'uso di fucili con proiettili di gomma.

Maradona, assembramenti a Napoli e La Vita in Diretta si scollega. Matano: «Non esiste»

Una folla con bandiere e striscioni, intonando cori da stadio, ha accolto l'arrivo del corteo al cimitero, dove è stato attivato un forte dispiegamento di forze di sicurezza per evitare che le persone si avvicinino all'entrata. Un piccolo gruppo di parenti e stretti collaboratori ha atteso l'arrivo del feretro, per un ultimo saluto. Poco prima delle 22 italiane, il carro funebre che trasporta il feretro di Diego Armando Maradona ha lasciato la Casa Rosada. Al termine di una giornata convulsa e segnata da numerosi incidenti, le spoglie di Maradona hanno lasciato il palazzo presidenziale dove era stata costituita una camera ardente, da una uscita posteriore.

 

Sono stati momenti di terribile tensione, quelli vissuti questa sera nella Casa Rosada di Buenos Aires per la camera ardente di Diego Armando Maradona, dopo che un gruppo di persone è entrato in maniera incontrollata nel palazzo presidenziale, costringendo anche le figlie del campione a intervenire, per calmare gli esaltati che sono entrati nella sala dove era esposto il feretro del 'Diez'. Nell'incidente, i gas lacrimogeni delle forze di sicurezza sono arrivati fino all'interno del palazzo presidenziale. Alcune persone hanno cercato di avvicinarsi alla bara di Maradona, fino a quando non sono intervenute le figlie del campione, che con le lacrime agli occhi hanno abbracciato il feretro e hanno chiesto ai fan di calmarsi, secondo quanto descritto dal portale Infobae. A seguito degli incidenti, la bara di Maradona è stata spostata dalla sala camera ardente e la cerimonia è stata interrotta. 

Ci sarà un prima ed un dopo Diego Armando Maradona. Se ne è reso conto oggi il fiume di uomini, donne e bambini che a Buenos Aires ha atteso per ore, molti per tutta la notte, di poter entrare nella storica Casa Rosada per rendere l'estremo omaggio a colui che ha sublimato l'Argentina nel mondo. Una maestosa processione laica, a tratti caotica, iniziata alle 6 del mattino e continuata per tutto il giorno, segnata dalle lacrime e dal dolore ma anche da incidenti e scontri nel pomeriggio, quando la famiglia ha insistito per confermare la chiusura della camera ardente alle 16.30 nonostante le migliaia di persone che da ore aspettavano di avanzare.

«Ho visto Maradona». I tifosi napoletani cantano al San Paolo, fumogeni rossi per ricordarlo

 

La polizia ha tagliato la fila all'altezza di Avenida 9 de Julio e Avenida de Mayo, scatenando l'ira di quanti si sono sentiti esclusi e hanno reagito attaccando gli agenti con bastoni, sassi e bottiglie, e rovesciando le barriere metalliche. Le forze dell'ordine hanno risposto con idranti, sfollagente e fucili con proiettili di gomma. Lacrimogeni sono stati lanciati anche vicino alla Casa Rosada, e a quel punto i familiari hanno accettato di tenere aperto fino alle 19. Stesse scene di caos si sono ripetute in serata, quando il feretro è stato precipitosamente spostato dopo che un gruppo di persone ha fatto irruzione nel cortile del palazzo presidenziale e gli agenti hanno dovuto di nuovo usare la forza per evacuare l'edificio. Nessuno da queste parti ha dubitato che all'eroe spettasse un tributo di Stato, con tre giorni di lutto nazionale decretati dal presidente Alberto Fernández che ha messo a disposizione il palazzo che si affaccia sulla Plaza de Mayo per la camera ardente.

L'Argentina tutta e la capitale in particolare hanno passato una nottata insonne di fronte all'enormità del dolore causato dalla morte di Diego. Dopo l'autopsia fatta ieri sera, che ha confermato il decesso per crisi cardiaca, i suoi resti sono stati trasferiti in nottata nell'edificio presidenziale. Prima dell'alba attorno alle spoglie del Diez si sono raccolti i membri della famiglia: l'ex moglie Claudia Villafane, le figlie Dalma e Giannina, un'altra figlia, Jana, l'ex fidanzata Veronica Ojeda con il figlio Dieguito Fernando, l'amico Guillermo Coppola e vari calciatori del Boca e della nazionale. Radio e tv hanno presidiato l'ingresso alla Casa Rosada sulla calle Balcarce n.50 dove si sono avvicinate personalità note e meno note, e dove alcune persone un tempo vicine a Maradona, come l'ultima compagna Rocio Oliva, si sono viste negare fra le lacrime l'ingresso dal 'no' dei famigliari. 

Poi il popolo di Diego ha cominciato a fluire all'interno, sfilando davanti al feretro coperto con la bandiera argentina e le magliette dell'Albiceleste, del Boca Juniors, dell'Argentinos Juniors e del Napoli, lanciando baci, levando il pugno chiuso, deponendo fiori, bandiere, magliette e bigliettini con messaggi. Su alcuni degli striscioni lasciati sul posto si leggeva 'Diego, se tu stai bene stiamo bene anche noì, 'So che oggi ti sei finalmente riunito con Diò, oppure 'Pelusa, in Argentina non ci sono squadre di calcio, c'è solo Maradona!'. A fine mattinata è arrivato il capo dello Stato. Accompagnato dal premier Santiago Cafiero e dalla first lady Fabiola Yanez, ha deposto sul feretro la camiseta dell'Argentinos Juniors, con il n.10 e un 'panuelò (fazzoletto) usato dalle Madri di Plaza de Mayo. Prima di ritirarsi, ha salutato i familiari di Maradona e l'ex calciatore del River, Enzo Francescoli. In serata il trasferimento del feretro nel cimitero Jardin di Bella Vista, a 35 chilometri da Buenos Aires, dove Maradona riposerà per sempre accanto ai suoi amati genitori.

 

Ultimo aggiornamento: 27 Novembre, 10:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA