Manolo Portanova, il calciatore del Genoa ai domiciliari: avrebbe stuprato in gruppo una 20enne

Venerdì 11 Giugno 2021
Manolo Portanova, il calciatore del Genoa ai domiciliari: avrebbe stuprato in gruppo una 20enne

Il calciatore del Genoa Manolo Portanova è indagato e si trova agli arresti domiciliari per stupro. Secondo gli inquirenti sarebbe responsabile, insieme ad altri tre ragazzi, di una violenza sessuale ai danni di una ragazza di vent'anni al termine di una festa a Siena. La giovane ha denunciato l'episodio qualche giorno fa e ieri sono iniziati davanti al gip gli interrogatori di garanzia per i tre giovani arrestati (il quarto sarebbe minorenne ed è solo indagato). Il primo di loro si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giovane è arrivato in tribunale accompagnato dalla madre tenendo il volto coperto da cappuccio e occhiali da sole. Il suo avvocato ha detto: «Ci sono molte cose che non tornano nel racconto riferito dalla ragazza». Un altro ha invece risposto alle domande del gip. Il ragazzo, secondo quanto si apprende, avrebbe ammesso l'atto sessuale ma avrebbe anche detto che sarebbe stato compiuto in modo consenziente da parte della ragazza. L'interrogatorio di garanzia per il terzo giovane ai domiciliari (il calciatore Portanova) è fissato per lunedì. La squadra mobile prosegue intanto gli accertamenti.

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LE INDAGINI
Gli investigatori intanto vanno avanti con le indagini: ci saranno accertamenti sui telefoni cellulari dei quattro. Gli esami tecnici riguarderanno anche il telefono della giovane aggredita e saranno eseguiti in un incidente probatorio mercoledì 16 giugno in tribunale per accertare la presenza o meno di alcuni video e foto relativi ai fatti contestati. Le indagini si starebbero concentrando anche sugli altri partecipanti alla festa. Alcuni di loro sarebbero già stati ascoltati dalla squadra mobile e altri lo saranno nelle prossime ore come persone informate sui fatti. Durante gli interrogatori di garanzia di ieri i legali dei due indagati andati davanti al gip hanno chiesto al giudice la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari. Il pm Nicola Marini si è opposto. Secondo quanto si apprende, fra tre dei quattro indagati ci sarebbero vincoli di parentela di vario grado.
R.I.

Ultimo aggiornamento: 12 Giugno, 11:03
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