La Lazio suda, Luis Alberto fa fiesta

Domenica 11 Luglio 2021 di Alberto Abbate
La Lazio suda, Luis Alberto fa fiesta

dal nostro inviato
AURONZO Il bandolero stanca. Luis Alberto posta sui social il ballo dei 30 anni della moglie Patricia a Siviglia. Poco importa che la signora tenga a precisare in una sua storia Instagram che la fiesta sia avvenuta il 3 luglio ovvero sette giorni prima. Comunque fuori luogo in questa situazione già tesa, la Lazio è ancora più furiosa. E adesso, pure fra i tifosi, sale la rabbia. Invasa di commenti al veleno la sua pagina: «Due mesi di ferie non ti bastano? Se non era per la Lazio chissà cosa stavi facendo ora. Se devi farci un favore a stare qui, puoi andare. Trova un’offerta ed è lì la porta». La schiettezza di Sarri ha definitivamente scoperto il vaso stracolmo di mattate del fantasista: «Non ha risposto alla convocazione, o ci spiegherà le sue ragioni o dovrà chiederci scusa». È come e quando, la domanda. Perché dello spagnolo ancora non si vede nemmeno l’ombra, tiene il punto dopo aver sentito le parole del mister in conferenza. Ha fatto sapere, tramite il suo agente Miguel Alfaro, che potrebbe tornare solo mercoledì a Roma. Ora la motivazione della sua assenza sarebbe pure una noia fisica, la vecchia caviglia da curare a Valencia con una terapia specifica. La società si comporterà in base alla documentazione medica che produrrà, ma Luis Alberto rischia seriamente di finire fuori rosa. Intanto, ci sarà comunque una multa saltatissima (si parla addirittura di centomila euro), ieri è stato fatto fuori dall’elenco dei convocati per il ritiro di Auronzo, emesso prima della partenza da Roma. Sono sbarcati sulle Dolomiti con Sarri e il suo staff 26 giocatori, compresi 4 portieri e i giovani Bertini, Shehu e Troise in mediana. C’è il nuovo acquisto Hysaj, svincolato, mancano Felipe Anderson ancora e sopratutto Kamenovic (considerato come rinforzo centrale in difesa) perché non può essere sbloccata l’operazione d’acquisto di gennaio dal Cukaricki per colpa dell’indice di liquidità.
RIVENDITA
Serve una cessione per dare la scossa, l’indiziato principale è sempre Correa, anche perché ha abbassato a 18-20 milioni il Borussia le pretese per il preferito Julian Brandt, così come il Marsiglia per il regista Kamara. A questo punto sarebbe logico puntare sull’uscita di Luis Alberto, è eclatante la sua voglia di andar via. Ma la verità è che la Lazio deve fare i conti col 30% al Liverpool della sua rivendita. Ecco perché Lotito parte da 60 milioni di stima, sebbene voglia “liberarsi” di questa spina. Di sicuro, se lo spagnolo voleva pressare il patron per un adeguamento, ha scelto la peggior via: «Non si azzardi, ha un contratto a 4 milioni a stagione (coi bonus, ndr) sino al 2025 firmato a luglio scorso», ci ha assicurato il presidente due giorni fa. È pronto al braccio di ferro come avvenne nel 2018 con Keita. Stavolta tra l’altro non c’è né Inzaghi (che lo ha tradito all’Inter) né Peruzzi, assente al momento in ritiro, a poterlo aiutare dopo quest’ennesima bravata. Stavolta c’è tutto lo spogliatoio contro questa sua negligenza.
QUERELLE CASA
Chissà non ci sia pure altro dietro questo ritardato rientro a Roma. Luis Alberto vive all’Olgiata in affitto nella villa in cui venne assassinata il 10 luglio 1991 – dunque proprio ieri 30 anni fa, giorno di nascita della moglie Patricia - la contessa Alberica Filo della Torre. Il figlio di quest’ultima, dopo aver telefonato invano per più giorni allo spagnolo per svolgere da contratto lavori di manutenzione alla casa, è entrato, ha trovato un amico del numero 10 e ha chiamato i carabinieri due settimane fa. Ne è nato un contenzioso legale, aggiunto a un altro già in essere col padrone dell’abitazione dall’anno scorso, quando il fantasista avrebbe disdetto il contratto di locazione e smesso di pagare la società che si occupava della stessa.

 


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