Juve, cosa rischia? Penalizzazione, retrocessione in B o forte multa. Ecco tutto ciò che sappiamo

Dopo le dimissioni del cda, le conseguenze per il club potrebbero essere pesanti

Mercoledì 30 Novembre 2022 di Valentina Errante
Caso Juve, nuovo fascicolo alla Figc, dalla multa alla serie B tutti i rischi per la squadra

Intercettazioni, verbali e consulenze tecniche sui bilanci. Migliaia di pagine che adesso la Procura federale della Figc, che ha aperto un procedimento sui presunti falsi in bilancio relativi ai contratti dei giocatori della Juve, dovrà esaminare. Secondo la procura di Torino, che ha chiuso le indagini sui bilanci 2018, 2019 e 2020 del club e aveva chiesto l'arresto dell'ormai ex presidente Andrea Agnelli, gli ingaggi dei giocatori sarebbero stati fittiziamente congelati durante il Covid (da quanto risulta nei bilanci) omettendo la posizione debitoria nei confronti dei tesserati pagati. Ma in realtà, i compensi milionari sarebbero stati pagati fuori busta. Le indagini riguardano anche la cosiddetta Carta Ronaldo, una scrittura privata con un accordo di quasi 20 milioni di euro da versare al giocatore. Somma che non sarebbe stata iscritta in bilancio. Secondo la Consob, grazie al maquillage dei documenti contabili il patrimonio netto della Juventus avrebbe subito alterazioni tra il 2020 e 2022 per 177,3 milioni di euro, mentre gli artifici avrebbero prodotto utili cumulati per circa 27 milioni. Ma ci vorranno mesi prima che la procura arrivi a una conclusione.

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GLI SCENARI
E adesso le conseguenze per il club potrebbero essere pesanti: la Juve, come conseguenza delle violazioni gestionali ed economiche, rischia dall'ammenda con diffida (nei casi di mancata produzione, alterazioni o falsificazione materiale ed ideologica anche parziale dei documenti richiesti dagli organi di giustizia sportiva e Covisoc) alla penalizzazione di punti in classifica (anche la retrocessione all'ultimo posto). Fino all'esclusione dal campionato con assegnazione da parte del Consiglio Federale a un girone inferiore, se la società, mediante la falsificazione dei documenti contabili, avesse tentato di ottenere l'iscrizione al campionato.
L'ALTRA INDAGINE
Ma anche sul fronte delle plusvalenze, sulla base delle nuove risultanze, il procuratore Giuseppe Chinè potrebbe decidere di chiedere la revoca della sentenza della Corte Federale d'Appello e la riapertura delle indagini, dopo il proscioglimento dello scorso maggio di undici club e le 61 persone fra dirigenti e amministratori coinvolti (fra loro anche Fabio Paratici, Federico Cherubini, Andrea Agnelli, Pavel Nedved e Maurizio Arrivabene).

 


L'INCHIESTA
Intanto, le dimissioni dell'intero cda potrebbero già avere una prima conseguenza. La procura di Torino potrebbe rinunciare all'impugnazione della richiesta di misure cautelari per Andrea Agnelli. Dal momento che a questo punto non sussiste più il pericolo di reiterazione del reato. Lo scorso 12 ottobre, il gip aveva respinto la richiesta di misure nei confronti di alcuni esponenti del Cda della società e di arresto per il presidente. La rinuncia riguarderebbe il solo provvedimento di interdizione dalle cariche, perché davanti al Riesame non era stata reiterata quella di arresto. L'indagine era partita da presunte plusvalenze gonfiate per centinaia di milioni di euro, sono 15 indagati, sedici con la società bianconera. Nei giorni scorsi sono stati sentiti ex sindaci e ex revisori dei conti, che hanno deciso spontaneamente di parlare con i magistrati.

Ultimo aggiornamento: 11:30
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