Gravina: «Razzisti fuori a vita dagli stadi. Io dalla parte degli arbitri. Sogno Euro 2028»

Martedì 19 Ottobre 2021
Gravina: «Razzisti fuori a vita dagli stadi. Io dalla parte degli arbitri. Sogno Euro 2028»

Torna a parlare il presidente della Figc, Gabriele Gravina, all’interno del programma “Tiki Taka – La Repubblica del pallone” e affronta diversi argomenti di stretta attualità, partendo però dalla sua elezione nel 2018 con il 97% dei voti al primo scrutinio: «E’ stato un risultato straordinario. Mi è stata data questa grande responsabilità e credo che abbiamo ripagato la fiducia di tre anni fa con un ottimo lavoro».

Sulla possibilità di vedere un calcio pulito, non violento e senza debiti: «È possibile lavorando tutti insieme per rilanciare il calcio italiano. Dobbiamo farlo in chiave più moderna per quanto riguarda glia spetti gestionali se ci riferiamo al rosso ma abbiamo bisogno del supporto delle autorità governative. Dobbiamo sburocratizzare il nostro sistema per consentire al nostro sistema di auto-determinarsi. Lo dobbiamo fare con grande senso di responsabilità. E poi dobbiamo togliere anche alcune scorie per eliminare episodi che si stanno verificando da qualche domenica».

Sul problema del razzismo negli stadi italiani: «Sono immagini eloquenti. Hanno ragione tutti coloro che ritengono che i soggetti che vengono individuati, e abbiamo i mezzi per farlo come dimostrano i casi di Firenze, Roma e Torino, devono stare fuori dagli stadi in maniera definitiva, con un DASPO a vita. E questo si può fare, noi l’abbiamo attivato come meccanismo cercando di spostare quella che era una responsabilità oggettiva, che penalizzava la maggior parte dello stadio, a una responsabilità individuale. E abbiamo inserito una norma delle sementi e delle attenuanti che sta dando risultati importanti: attraverso questa norma la società si può sgravare collaborando, si può fare. Abbiamo la tecnologia a disposizione. Basta prendere i singoli soggetti, espellerli dagli stadi e non farli più rientrare».

Sugli investimenti di proprietà straniere nonostante le difficoltà economiche del calcio italiano: «Il calcio italiano non è in bancarotta, vive le difficoltà economiche come altri Paesi europei. In questo momento abbiamo grandissime difficoltà aggravate dalla pandemia che ha generato una perdita ulteriore di un altro miliardo di euro che va aggiungersi alla perdita pregressa di 4 milioni. Ma il calcio italiano è appetibile, ha un appeal straordinario rispetto ad altri, sia perché non è ancora stato sviluppato come meriterebbe, sia perché potrebbe declinare non solo il calcio ma anche tutte le bellezze artistiche e culturali dell’Italia».

Sulle commissioni dei procuratori che si stanno arricchendo con i contratti dei giocatori: «Gli agenti sono una componente del mondo del calcio. Purtroppo, non abbiamo mai dialogato con loro, li abbiamo sempre considerati utili a definire alcune finalità legate sempre alla massimizzazione del risultato sportivo. E abbiamo sbagliato. Bisogna iniziare a dialogare sapendo che anche in quella categoria ci sono dei soggetti che generano delle negatività. Quelle le dobbiamo isolare e dobbiamo creare delle norme a livello internazionale, e poi dobbiamo anche farci delle domande, perché se ci sono i nababbi che li pagano, bisogna capire il perché vengono pagati perché non è che i procuratori vanno con le rivoltelle dalle società».

Sulla via della Federcalcio da intitolare a Mancini: «Mi piace come proposta ma aspettiamo il 12 e il 15 novembre, poi ci penseremo. Concentriamoci sulla qualificazione al prossimo mondiale che è un obiettivo molto importante per il nostro calcio».

Sulla voglia di tornare in un club dopo l’esperienza in azzurro: «Secondo la mia filosofia no. Ha fatto bene al calcio italiano ma credo che per la Juve non sia stata una buona operazione».

Un pronostico su chi vincerà lo Scudetto: «In questo momento l’asse Milano-Napoli mi sembra ben attrezzata. Poi nel calcio ci sono sempre delle sorprese, aspettiamo la risalita dell’Atalanta ma sarà un bel campionato».

Sulle polemiche verso Orsato dopo Juventus-Roma: «Io difenderò sempre gli arbitri perché è un lavoro difficilissimo e molto complicato».

Sulla possibilità dell’Europeo 2028 in Italia: «Coltivo i sogni e cerco di realizzarli. Qualcuno mi sembra di averlo già realizzato. Mi auguro di far diventare questo sogno realtà per il bene del calcio italiano».

Sulla possibilità di comprare una macchina usata da Andrea Agenlli: «Sì, di solito faccio il leasing, le uso per un po’ di tempo e poi le rivendo». E di comprarla da Lotito: «Sì, la farei controllare molto bene. Questo sicuramente».

 

Ultimo aggiornamento: 07:44
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