Morto Ezio Vendrame, il George Best del pallone italiano Foto

Sabato 4 Aprile 2020 di R.U.
Ezio Vendrame
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TREVISO - E' morto questa mattina in provincia di Treviso, dove viveva da anni, Ezio Vendrame, calciatore degli anni Settanta dal grande talento e dal carattere ribelle, tanto da esser stato accostato ad altri campioni come il nord irlandese George Best e all'argentino Kempes. Nato a Casarsa della Delizia il 21 novembre 1947, aveva 72 anni e da qualche mese era stato colpito da un tumore che non gli ha concesso scampo.
 

 

Dotato di un piede magico, capelli lunghi e anticonformista, insofferente alla disciplina e alle regole del calcio, nel ruolo di mezzala e ala aveva giocato anche nell'Udinese, ma era stato con il Lanerossi Vicenza che aveva esordio in serie A nella stagione 1971-1972, diventando l'idolo dei tifosi biancorossi.. Dopo tre anni, per la stagione 1974-1975 passò al Napoli disputando tuttavia solamente tre partite in campionato, prima voluto e poi osteggiato dall'allenatore azzurro  Luis Vinicio. Successivamente  passò al Padova in serie C, dove rimase due stagioni collezionando 57 presenze. E chiuse a casa sua, contribuendo con la maglia del Pordenone alla vittoria dei neroverdi nel campionato di serie D 1978-1979 per poi giocare nella squadra del suo paese, la Junior Casarsa.
Croce e delizia degli allenatori e presidenti, era amato dai tifosi per il talento tecnico naturale e per lo spettacolo che dava anche nelle partite più anonime: in un Padova-Cremonese che scivolava sullo 0-0, per dare una scossa ai presenti dribblò la sua intera squadra da un lato all'altro del campo senza che nessuno potesse fermarlo, fino a fintare il tiro davanti al proprio portiere, che si tuffò inutilmente su di lui cercando di levargli il pallone, per poi fermarsi in prossimità della linea di porta e ritornare indietro.
Sempre con la maglia del Padova, in casa dell'Udinese, fischiato sin dall'inizio dai tifosi friulani, segnò due gol, il secondo dei quali direttamente da calcio d'angolo: prima di tirare, a gesti indicò al pubblico bianconero da lì avrebbe segnato direttamente, cosa che puntualmente accadde.
Ma le sue passioni erano altre, tra cui la musica e poesia: amico del cantautore Piero Ciampi, durante un incontro allo stadio Appiani con la maglia del Padova fermò il gioco per salutare pubblicamente il musicista, dopo averlo riconosciuto per caso sugli spalti.
Scrittore e poeta ha scritto diverse libri,  tra cui "Se mi mandi in tribuna, godo" (Biblioteca dell'immagine, 2002) dove aveva raccontato molti episodi della sua carriera sportiva, avara di riconoscimenti agonistici ma ricca di voglia di vivere.

Ultimo aggiornamento: 16:03
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