Fonseca, panchina piatta. Difficile ripartire con questi giocatori

Sabato 15 Febbraio 2020 di Alessandro Angeloni
Paulo Fonseca (foto Mancini)
L’impossibilità di sterzare dalla panchina. Di svoltare, di effettuare un cambio che accenda il futuro, che lo combatta, che lo inverta. Niente, ancora c’è da aspettare. Perché questi ragazzini romanisti promettono bene, ma stavolta serviva la pappa pronta. Fonseca prepara bene la partita, non soffre l’Atalanta, che nel primo tempo fa davvero poco e passa pure in vantaggio con un gol di Dzeko. In pochi minuti, cambia il futuro dei nerazzurri: Gasperini vede Zapata in netta difficoltà, non l’ha mai strusciata davanti a Smalling, lui si una garanzia. Entra Pasalic, boom, gol dopo diciannove secondi, che riporta l’Atalanta avanti (il pari lo aveva già segnato Palomino, riscattandosi della gaffe del primo tempo). Il cambio di Gasp funziona, diciamolo, pure con un po’ di fortuna, ma gente come Malinovskyi e Muriel (gli altri due subentrati) portano sostanza e qualità alla squadra nerazzurra. Fonseca prova a fare come Gasp, cerca di rimediare: toglie Kluivert e inserisce Perez, che sparisce in un attimo, Veretout e Villar, che sono due buone comparse ma non incisive da ribaltare di nuovo la sorte. Tutto questo consente solo di non toccare lo status quo: la partita rimane così, senza squilli, senza grandi occasioni, solo ricerca della fatalità. La Champions si allontana, quasi sparisce, il povero Fonseca dovrà inventarsi qualcosa e non sarà semplice con il materiale che ha a disposizione. E rischia di essere già tardi. Ultimo aggiornamento: 17 Febbraio, 12:02
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