Astori e la tragedia di Udine, la perizia del tribunale: «La morte non poteva essere evitata»

Lunedì 1 Febbraio 2021
Astori, la perizia del tribunale: «La morte non poteva essere evitata»

La morte di Davide Astori non poteva essere evitata. È il risultato delle due perizie del tribunale di Firenze sulle ultime ore dell'ex calciatore della Firoentina, trovato senza vita il 4 marzo 2018 nella sua camera nell'albergo di Udine. 

Le anomalie emerse durante la prova da sforzo potevano essere approfondite con l'holter cardiaco, ma anche in quel caso, la patologia che affliggeva Davide Astori sarebbe stata difficilmente intercettabile e la morte non poteva essere evitata. Sono le conclusioni a cui sarebbero giunti il medico legale Gianluca Bruno e il professor Fiorenzo Gaita, cardiologo, a cui il giudice del Tribunale di Firenze Angelo Antonio Pezzuti ha affidato la perizia sulle cause della morte dell'ex capitano della Fiorentina.

L'esito della perizia sarà discusso giovedì 4 febbraio, ma le conclusioni sembrerebbero favorevoli all'unico imputato Giorgio Galanti, accusato di omicidio colposo e che ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato. La Procura di Firenze, che a sua volta si è avvalsa della consulenza del professor Domenico Corrado di Padova, contesta a Galanti il rilascio di due diversi certificati di idoneità, a luglio 2016 e a luglio 2017: documenti che sarebbero stati emessi anche se nelle prove da sforzo erano state rilevate delle aritmie, tali da dover suggerire l'applicazione di un holter.

Secondo due periti del tribunale, l'applicazione dell'holter poteva essere indicata, ma non avrebbe comunque garantito, vista la variabilità delle aritmie, una corretta diagnosi della cardiomiopatia aritmogena biventricolare, risultata fatale all'ex capitano della Fiorentina.

Ultimo aggiornamento: 21:32
© RIPRODUZIONE RISERVATA