Tennis boom: otto italiani tra i primi 20 del mondo under 21

Martedì 2 Agosto 2022 di Marco Lobasso
Tennis boom: otto italiani tra i primi 20 del mondo under 21

 A leggere i primi tre nomi della Race to Next Gen Finals di Milano, il campionato mondiale di tennis under 21, c’è da restare senza parole: il primo è lo spagnolo Carlos Alcaraz, il secondo è Jannik Sinner, il terzo Lorenzo Musetti. A dirla con i numeri: il numero 4, il numero 10 e il numero 30 del Ranking Atp. E’ chiaro che i tre talenti assoluti sono ormai in lizza per le Finals di Torino, il tradizionale Masters dei top player e non hanno più come obiettivo disputare quelle under 21 (che Sinner e Alcaraz hanno tra l’altro vinto rispettivamente nel 2019 e nel 2021). Ma colpisce che nello speciale ranking Atp under 21 ci siano ben 8 italiani nei primi 20 del mondo. Un record assoluto che porta l’Italtennis al primo posto tra le nazioni che hanno in lizza i giovani più promettenti. Nessuno come noi, quindi. Neppure la Spagna che, è vero, mette in mostra l’under 21 più forte di tutti, Carlos Alcaraz, ma non ha altri giocatori nei top 20. Va aggiunto che l’Italia vanta anche altri due azzurri nei primi 30 del ranking under 21, a conferma di un movimento esploso davvero.

Andiamo con ordine. Sinner e Musetti a parte, la grande sorpresa di questa race è il ventenne Giulio Zeppieri, semifinalista nell’Atp Tour di Ummag la scorsa settimana, proprio nel primo torneo disputato nel circuito dei grandi. Aver giocato alla pari per tre ore contro il fortissimo Alcaraz regala a Giulio quella fiducia di cui aveva bisogno. Oggi il romano è il dodicesimo under 21 mondiale, ma se continua così un posto nei magnifici 8 della Next Gen milanese d’autunno non glielo toglie nessuno. Prima di lui c’è un altro ventenne molto talentuoso, il perugino Francesco Passaro, con il papà cilentano nato a Trentinara, nel Salernitano, decimo in classifica. Anche Passaro può aspirare a entrare al Master degli junior. Dopo Passaro c’è il toscano Flavio Cobolli, figlio dell’ex pro Stefano. 
Grande attenzione sta destando il diciotenne (ma 19 anni tra qualche giorno) Luca Nardi, di Pesaro con papà napoletano doc, che a detta dei tecnici italiani è il più talentuoso di tutti, sicuro top player in un prossimo futuro. Nardi è 14° nella Race e il quinto tra i Next Gen azzurri, dietro a Sinner, Musetti, Passaro e Zeppieri. Si continua con il 15°, Francesco Maestrelli da Pisa, un ragazzone di oltre 190 centimetri con servizio e potenziali eccezionali. Dietro lui Luciano Darderi, 18°, e Matteo Gigante, 21°, appena fuori dai top 20. A questi magnifici otto, anzi nove, vanno aggiunti anche altri tre “magnifici”. Si tratta di Matteo Arnaldi, 26°, di Mattia Bellucci 29° e anche del top 50 Samuel Vincent Ruggieri. Nella storia del tennis italiano non c’era mai stata una situazione così favorevole per i giovani. Un’abbondanza simile. Questi ragazzi sono tutti del 2001 e del 2002, con il solo Nardi addirittura del 2003. L’effetto emulazione, insieme al loro indiscusso talento, sta funzionando. Tutti vogliono seguire l’esempio dei loro fortissimi coetanei Sinner e Musetti. E questo fattore ha portato l’Italia a essere nettamente prima al mondo a livello under 21.
Pensate, dietro i magnifici otto azzurri ci sono la Repubblica ceca e gli Stati Uniti con due giocatori nei top 20. Un abisso. La Spagna dopo Alcaraz ha il secondo miglior under 21 al 49° posto con Gimeno Valero. Noi nei primi 50 ne abbiamo ben dodici. E la Francia, per anni sempre nettamente avanti all’Italia nei risultati, nei valori e nei talenti, ha come primo giocatore il n.34 Mayot. E siamo solo all’inizia della nuova era del tennis italiano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA