Europei, Panziera e Paltrinieri d'oro: Bianchi, farfalla d'argento. Pellegrini sesta nei 100

Venerdì 6 Dicembre 2019 di Piero Mei
Margherita Panziera e Gregorio Paltrinieri

La sera scozzese vale per due per il nuoto italiano: due e d’oro. Quello di Gregorio Paltrinieri nei 1500 stile libero e quello di Margherita Panziera, tutti e due in cima al podio ed all’Europa della vasca corta a Glasgow. Il tricolore sventola per loro, che cantano l’inno di Mameli e trascinano al ritmo tutta la piscina e chissà i dintorni…
E non finisce mica qui il tesoro del nuoto italiano: c’è da mettere nel mucchietto (che è già un mucchio) l’argento di Ilaria Bianchi nei 200 farfalla, e la premessa per Federica Pellegrini, domani in gara nei suoi 200 e magari qualcosa dalle rane, tutte lucide.

SUPERGREG                                 
Gregorio aveva convinto giò in batteria, ma fra il dire e il fare c’+ proprio se non il mare (quello verrà a Tokyo) sempre l’acqua. Stavolta Paltrinieri ha nuotato contromano rispetto al solito, o li stronco da subito o chissà. Li ha stroncati, in particolare l’avversario vincente degli ultimi tempi in vasca corta, l’ucraino Romanchuck, da mezza gara in poi. E’ stato allora che Greg ha aperto il turbo e con 50 metri per volta fra il 28.15 e il 28.50 come crono ha tolto all’ucraino le cattive intenzioni, se ne aveva, E ne aveva. Greg si teneva tra Romanchuck e il norvegese Christiansen. Ma quando decideva che era l’ora, visto specie l’ucraino in rallentamento, si faceva avanti. Guardava il cartello che indicava “13”, il numero della fortuna e delle vasche che mancavano. Lui non le conta: perderebbe la serie e vuole la mente sgombra. E poi contrarne 60 il rischio di perdere il filo c’è. Era primo e ci restava: un piccolo colpo ogni tanto, Christiansen non s’avvicinava più che ai piedi. Tentava qualcosa nel finale, il norvegese: ma era solo la forza della rabbia, niente di preoccupante per Paltrinieri che toccava la piastra in 14:17.14, riprendendosi l’oro suo.

“DOPO TANTO TEMPO”
“Sono contento perché torno a vincere un 1500 dopo tanto tempo” dice Greg. Poi racconta: “All’inizio ho visto che Romanchuck partiva forte e sono rimasto in galleggiamento; poi ha rallentato e ho iniziato la mia progressione. Per fortuna è stata vincente. Le sensazioni oggi erano peggiori che non in batteria. Ecco perché mi sono tenuto coperto, partendo più calmo. Pensavo che erano passati troppi anni dalla vittoria e non bisognava strafare ma solo vincere. Mi sentivo meno in forma della vigilia e bisognerò capire perché. E lavorare anche su questo”. Lavorare sì, anche perché il programmino per Tokyo non è leggero: fondo, che forse emigrerà come campo di gioco nell’isola di Hokkaido perché a Tokyo si lessano i nuotatori per il calore dell’acqua, 800 e 1500..

MARGHERITA, PETALO D’ORO
Margherita Panziera ha uno splendido sorriso, che va da un bordo della cuffia all’altro, poi da una ciocca bionda all’altra: è ancora oro europeo nei 200 dorso. Anche per lei Glasgow è l’acqua giusta: aveva vinto il titolo continentale in vasca lunga, ha fatto il bis. E l’ha sottolineato migliorando il proprio record italiano. 2:01.45 il nuovo limite nazionale, limato dal 2:01.56 che era. Ha scacciato l’ansia che probabilmente la aveva attanagliata ieri in una grigia finale dei 100 dorso. Lei è speciale nei 200.

SEMPRE PADRONA
La gara è stata sempre di Margherita, fin dalla partenza. L’aveva provata e riprovata al mattino e le è venuta bene. Non sprinta subito, ma poi quando si distende col suo bello stile diventa efficace quanto poche altre. “Sono contenta, ho superato la delusione dei 100, ho superato la brutta estate mondiale, che non era questione di testa ma stavo male. Ora mi sento in forma, tutto è passato ed ho fiducia nel lavoro per il futuro”. Sul podio canticchia l’inno di Mameli ma è radiosa e con questo illumina il pubblico che la musica tricolore trascina al battimani ritmico mentre Margherita segna il tempo con la testa e con le lunghissime gambe.

Margherita Panziera a Il Messaggero Tv: «Io come Mulan, principessa guerriera»

LA “V” DI ILARIA
Ilaria Bianchi esce e con la mano fa la “V” che sta per “victory” ma anche per seconda. Perché è una vittoria il secondo posto nei 200 farfalla che l’azzurra conquista alle spalle dell’imbattibile Katinka Hosszu ed infilandosi in mezzo alle ungheresi, terza è la Jakabos. Anche per la Bianchi una gara strepitosa: per tre quarti addirittura davanti a Katinka ed alla fine chiudendo in 2:04.20 che è record italiano. Era già suo con 2 centesimi in più. “Mi sentivo bene, ho aperto subito il gas; sapevo che alla fine avrei pagato, non mi aspettavo un crono così, pensavo ai 2:05. Fa piacere alla mia età prendersi certe soddisfazioni, con tutte queste ragazze intorno. Ora penso ai 100” dice la Bianchi che s’è sciroppata pure staffette.

Federica Pellegrini: «Il mio stile libero mette paura agli uomini»

C’E’ SEMPRE FEDE
Federica Pellegrini è sesta nei 100 stile libero. 52.30 il suo tempo, a venti centesimi dal suo record italiano. “Ho dato il massimo, è una buona gara propedeutica ai 200 di domani” commenta sorridendo Federica cui non si poteva chiedere la luna di un podio. E’ l’unico su cui non è mai salita in carriera internazionale quello dei 100 europei in vasca corta, una specie di sortilegio. Ma non è certo il soldo che manca a far la lira: semmai è il centesimo che manca a completare il suo tesoro di medaglie da zio Paperone dell’acqua. Ha vinto l’oro una interessantissima ragazza inglese, Freya Anderson, nata nel 2001 quando Federica era già una adolescente in vista. 51.49 il crono della Anderson, una stangona alta 1,85, nata di fronte a Liverpool, dall’altra parte del fiume Mersey: s’intende d’acqua.

E SE DOMANI…
Di più se n’è intesa e se ne intende la “lagunare” Federica che delle sue 51 medaglie ne ha conquistate 15 in vasca corta, sette d’oro cinque delle quali sui 200 stile libero: “Mi concentrerò bene per domani”. Sorride e pensa a Tokyo 2020, sua quinta Olimpiade e luogo che potrebbe farla entrare dalla porta principale anche nel Comitato Internazionale Olimpico come rappresentante degli atleti. A meno che di qui a là non decida di continuare… ù

STAGNO AZZURRO
Splendido il quartetto delle rane italiane, la piscina di Glasgow è stagno azzurro: superano lo scoglio semifinale sia i due ragazzi che le due ragazze. Sono finalisti èer domani sui 100 sia i due maschi, Capitan Scozzoli e l’allievo Martinenghi, che le due ragazze, Martina Carraro, la fidanzata del Capitano, e Arianna Castiglioni. Per Scozzoli il secondo tempo 56.81 dietro il 55.59 del bielorusso Shymanovich, che si prende il record europeo togliendolo all’assente Sua Maestà Adam Peaty, (“Volevo andare sotto i 57, ci sono riuscito” commenta Fabio, 57.08 per Martinenghi, record personale e muro dei 57 secondi a breve distanza, anche se i centesimi sono lunghissimi nuotando in velocità. Martina Carraro ha, come il suo fidanzato Fabio, il secondo tempo per la finale, 1:04.63 e Arianna ha il quarto, 1:105-07. Potrebbero saltare sul podio domani.

ALTRI AZZURRI
Bene in semifinale Miressi e l’ultratrentenne squalo Bocchia. Per Mirex il personale. La finale è stata complicatissima, con cinque sotto i 21 secondi e i nostri due sesto e settimo. Ha vinto Morozov, lo straordinario russo che già era stato d’oro nella rana veloce. Sfortunato Sabbioni nei 100 dorso: per tre centesimi è quarto nella gara strepitosa di un altro russo, Kolesnikov.

Risultati e programma sul sito www.federnuoto.it.

Ultimo aggiornamento: 21:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA