Open d’Italia, il genio di Rory McIlroy emoziona il pubblico romano del golf

Il campione nordirlandese incanta nel suo primo Open d’Italia

Giovedì 15 Settembre 2022 di Stefano Cazzetta
Open d’Italia, il genio di Rory McIlroy emoziona il pubblico romano del golf

ROMA - Quando alla buca 10 (che per lui era la 1), dopo un ottimo drive in pista, ha sparacchiato un brutto secondo colpo sulla destra, un brivido ha attraversato la schiena de tanti tifosi che si avevano dovuto fare una levataccia e sfidare un forte temporale mattutino per venirlo ad ammirare. E’ bastato attendere il terzo per ricredersi: l’attacco alla bandiera è stato spettacolare, con la palla che quasi entrava di volo. Cose da campioni. Il primo Open d’Italia di golf di Rory McIlroy , qui al Marco Simone, è cominciato così: genio e sregolatezza, come è scritto nel suo dna.

L’andamento incerto ha caratterizzato per intero le prime nove buche, contrassegnate da due bogey e un solo birdie. Tutto questo mentre Nicolai Hojgaard, suo compagno di gioco e campione in carica, sembrava indemoniato: 5 birdie in 9 buche. A completare il trittico, il nostro Francesco Molinari, che chiudeva in par le prime nove (due birdie e due bogey): gioco discreto e putter traditore.

Che McIlroy, numero 2 al mondo, non sia venuto a Roma con le pile scariche, e magari solo per fare turismo, lo si è capito chiaramente nelle seconde nove buche (le prime del percorso): un eagle - 2 e 3 birdie, tanto per mettere le cose in chiaro. Ogni colpo un capolavoro. Memorabile l’imbucata da 104 metri col secondo colpo alla 3. Poi tante prodezze, con il putt in giornata di grazia. Così, mentre il danese Hojgaard accusava sorprendenti battute a vuoto (3 bogey e un solo birdie nelle seconde) e Molinari stentava a trovare le giuste sensazioni (+2 il suo risultato finale), lui, Rory, si arrampicava fino a quota -4, in cima alla classifica.

Posizione mantenuta a lungo, prima che a -5 se ne impadronisse l’inglese Matt Fitzpatrick, che non è uno qualsiasi, dal momento che ha appena vinto lo Us Open ed è 11mo nel ranking mondiali. Purtroppo, a causa della ritardata partenza mattutina, il gioco è stato sospeso per oscurità. Domani sapremo a quale quota chiuderanno Fitzpatrick (fermato alla 15) e due giocatori attualmente nel gruppo dei -4: lo spagnolo Alvaro Quiros (buca 16) e l’olandese Joost Luiten.

Tanta concorrenza dunque per McIlroy che, a fine gara, ha spiegato le difficoltà iniziali con il vento (ce n’era tanto) e con il fatto che ieri si è attardato a cena con molti colleghi, tra i quali il capitano di Ryder Cup, Luke Donald. A un anno dalla sfida Europa-Usa che si terrà proprio al Marco Simone e considerate le tentazioni della cucina romana, la divagazione è perdonabile. Per il resto, detto di Francesco Molinari, che domani è chiamato a un gran recupero per superare il taglio e guadagnare punti in chiave Ryder Cup, c’è da segnalare l’eccellente esordio tra i professionisti del romano Filippo Celli.

Il campione d’Europa e del Mondo dilettanti a squadre, nonché Silver Medal all’Open Championship nel tempio di St. Andrews, ha messo subito in mostra le sue doti tecniche e caratteriali. Un po’ di emozione nelle prime buche e poi un bel crescendo. Ora è lì, a -2 (6 birdie e 4 bogey), migliore degli italiani in campo. Nessuno prezzo pagato all’emozione. Domani riceverà il premio dell’Associazione italiana giornalisti golfisti per i successi ottenuti da dilettante, ma quella cominciata oggi è un’altra storia. Tutta da scoprire.

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