Europei, attesa per Paltrinieri e Pellegrini, in mattinata va forte la Panziera

Venerdì 6 Dicembre 2019 di Piero Mei
L’attesa è vibrante a bordo vasca a Glasgow per le finali del pomeriggio agli Europei di nuoto in vasca corta. Basta fare due nomi: Federica Pellegrini e Gregorio Paltrinieri. La gara di Fede, i 100 stile libero, è alle 18.07 (ora italiana): non è mai salita su di un podio europeo in questa specialità, ed è l’ultima occasione per farlo. Chissà. Fede ci ha abituato all’impossibile.

Greg è impegnato, partendo dopo il miglior tempo in batteria, nella finale dei 1500 (19.36 l’orario italiano), una gara che non emozionava mai più di tanto, ma che Paltrinieri e la sua rivalità con l’ucraino Romanchuck ha reso più appassionante.

A questi due super s’è aggiunta, dai risultati della mattinata, la carta di Margherita Panziera, qualificata alla finale dei 200 dorso con il miglior tempo.

CARRARO AVANTI TUTTA
Martina Carraro rimette le cose a posto dal suo punto di vista. Del resto i 100 rana sono la gara prediletta. Così la fidanzata di Capitan Scozzoli, rana prestigiosa anche lui, strappa il miglior tempo in batteria, 1:04.66, ed è l’unica di tutte a nuotare sotto l’1:05, buon segnale per le semifinali del pomeriggio e domani la finale.
All’insegna di “ragazza, lasciaci lavorare” le veterane dello stile costringono alla resa la golden girl Benedetta Pilato. Perché nella sua batteria Arianna Castiglioni nuota in 1:05.46, ottavo tempo, più veloce di Benny, tredicesima in 1:06.07, esclusa dal passi perché terza azzurra e ne vanno avanti, a numero chiuso, due per nazione. Per la Pilato si tratta di una “necessità”: straordinaria nei 50, deve allungare la gittata giacché alle Olimpiadi la distanza breve non è in programma e o fai i 100 o non fai niente o quasi. Sui 100 è ancora “girino”, tempo al tempo.
INSIEME
Passano il turno e sono semifinalisti insieme, nei 50 stile libero, Federico Bocchia e Alessandro Miressi: 21,31 (per lui è primato personale) e quarto tempo per entrambi. Quasi identico anche il tempo di reazione al via: 0,69 per Mirex, 0,70 per lo squalo. Nessuno sotto i 21, miglior tempo per Florent Manudou, il fratellone (due metri) di Laure, il nuotatore che era andato fuor d’acqua per giocare a pallamano, ma ci ha ripensato e si è tuffato di nuovo, direzione Tokyo. Ha sul collo il fiato del russo Morozov, già medagliatissimo: 21.08 il crono di Vladimir.
Il tempo do Bocchia e Miressi spinge fuori dai 16 gli altri due azzurri, Deplano 21.66 e Izzo 21.83.
START UP PER MARGHERITA
Arrivano gli amati 200 dorso per Margherita Panziera. La primatista italiana resta nella vasca di riscaldamento fino all’ultimo secondo disponibile a provare partenze. E in gara va subito. Il miglior tempo di qualificazione, 2:02.88, è suo. Quando non c’è l’ansia da prestazione, Margherita è bellissima da veder nuotare. Speriamo non senta troppo il “podio prenotato” di oggi pomeriggio. La delusione dei 100 di ieri sembra affogata alle spalle della dorsista veneta.
PROMOSSI E NO
Come previsto, turno superato nella rana maschile grazie a Nicolò Martinenghi (57.41) e Fabio Scozzoli (57.81), quarto e settimo per le semifinali: non c’è stato da turbinare. E’ apparso ottimo l’olandese Kamminga, unico sotto i 57.
Va alla finale di oggi, direttamente, Ilaria Bianchi, 2:06.50. quarto tempo nei 200 farfalla che hanno visto svettare due ungheresi, la Jakabos e naturalmente la Hosszu, il che ha tolto di mezzo l’ottavo tempo della magiara Kapas e dunque passate allo spareggio delle ragazze del nono tempo,  2:07.59, l’austriaca Hufnagl e l’azzurra del 2000, Anna Pirovano. Vinceva l’austriaca, ed Anna era out.
Fuori invece tutti e tre i mististi italiani nei 200 misti; il migliore è stato il talento molto atteso e poco espresso fin qui Thomas Ceccon, decimo nel ranking con 1:55.24, che però era dodicesimo tempo che è risalito in classifica sfruttando l’esclusione territoriale di due inglesi che ne schieravano quattro e tra di loro il migliore, Duncan Scott. Eliminati Razzetti e Tarocchi, che ha il giglio fiorentino tatuato sul cuore.
Fuori, per due soli centesimi (1:39.07, nono tempo contro l’1:39.05 della Slovenia) anche la staffetta 4x50 stile libero donne, un quartetto patchwork come è stato definito giacché metteva in acqua ragazze non specialiste in materia: ma la Di Pietro, la Di Liddo, la Cocconcelli e la Bianchiquasi ce la  facevano ugualmente. Ultimo aggiornamento: 20:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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