Mondiali di volley femminile, l'Italia multietnica batte il Kenya. Le riserve sono all'altezza

Con questa sono quattro le vittorie conquistate finora. Le prossime avversarie delle azzurre saranno le olandesi: appuntamento domenica 2 ottobre ore 16.

Venerdì 30 Settembre 2022 di Vanni Zagnoli
Sara Bonifacio

Quattro partite e un solo set concesso, al Belgio, che peraltro ha rischiato di vincere 3-0. L’Italia è alla penultima partita della prima fase del mondiale di volley, chiuderà domenica dalle 16, con l’Olanda, padrona di casa, ad Arnhem. Il 3-0 sul Kenya è scontato, con 10 punti di margine nel primo set, solo due nel secondo, con il 23 pari frutto delle distrazioni azzurre a muro e in difesa, e 8 nel terzo.

Il ct Davide Mazzanti effettua un turnover scientifico, lasciando riposare le titolari che avevano affrontato il Camerun, dunque in panchina restano Paola Egonu, opposto, Anna Danesi, centrale, e Caterina Bosetti, schiacciatrice. E’ così che si ha modo di apprezzare altre due ragazze di origine straniera, fra le 5 in totale. 

E’ il giorno di Sylvia Nwakalor, opposto, di origine nigeriana come Egonu e come Sara Bonifacio, centrale al debutto in un mondiale. Nwakalor salta alto, non è sempre precisa. Lo sono ancor meno le keniane, dagli attacchi spesso difendibili. Anche da Miriam Sylla, la capitana famiglia della Costa d’Avorio, che attacca bene in avvio di terzo set, tenendo dietro le africane. Ha sempre voglia di esultare e allora a un certo punto si alza la maglia.

Resta in panchina Ofelia Malinov, dai genitori bulgari, era stata titolare al mondiale in Giappone, all’Europeo 2019, a Tokyo, ha perso il posto dopo, all’Europeo in Serbia. L’Italia lavora tanto in palestra, manca qualcosa in brillantezza e continuità, soffre un pizzico solo Chumba, in sovrappeso ma efficace. Quando viene murata per il 14-12 del terzo parziale vanno via gli ultimi dubbi. Sul 19-14 entra Eleonora Fersino, veneziana di Chioggia, a rafforzare la ricezione, al posto di Pietrini, in campo resta anche il libero Monica De Gennaro. Esce Elena Pietrini, durante il giro dietro, così sono state impiegate almeno una volta tutte e 14 le azzurre.

L’analisi di Mazzanti, su Rai2. «Nel secondo set le kenyane hanno preso angoli indifendibili, in alcuni situazioni potevamo fare meglio, anche se Chumba è un bella attaccante. In ritmo, era difficile da fermare». Sui debutti, dunque. «Bonifacio era stata importante in Vnl, poi abbiamo dovuto gestire alcuni aspetti fisici. Fersino entra raramente, avendo davanti De Gennaro, peraltro in seconda linee rappresenta una carta ulteriore, 3 difese sono state eccellenti, negli ingressi è rapidamente utile».

Nwakalor da anni viene preferita a Valentina Diouf, che fu la stella azzurra al mondiale del 2014, con finale a Milano. «In genere stacca più velocemente, in contrattacco non entrava forte, ha perso qualche pallone, le serve arrivare lanciata, sulla palla, quando a preso ritmo si è confermata opposto di alto livello». L’Italia è in ritiro, nel verde, fra gli animali. «Le giornate sono lunghe, mercoledì le ragazze hanno cucinato, lo staff preparerà una carbonara».

E’ mancata fluidità in queste prime 4 gare. «Nessuno ci regala nulla e sappiamo crescere in competizione». Sylvia Nwakalor ha trecce azzurre, come Sylla. «Onoro la maglia anche così - spiega l’opposto di Firenze - L’emozione c’è sempre, così è arrivato qualche errore di troppo, le compagne peraltro mi hanno supportato. Ci alleniamo per l’oro, in tutta l’estate».

Sara Bonifacio spiega l’entusiasmo delle riserve. «Dalla panchina si cerca di animare la squadra. Resta la voglia di entrare, tantopiù al mondiale, perciò io non vedo l’ora di spaccare la palla». Qualche sorpresa arriva, da Arnhem, palasport ricavato dallo stadio, dunque freddino, in cui Pietrini indossa la maglia della salute, la Thailandia batte la Corea del Sud per 3-0. Dal girone C passeranno Cina, Brasile, Giappone e, probabilmente, Argentina. Queste ultime due non sono all’altezza dell’Italia, le prime la metteranno alla prova. 

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