Martinenghi show nei 100 rana, assolo Quadarella nei 1500: doppio pass per Tokyo 2020

Giovedì 12 Dicembre 2019
Nicolò Martinenghi
Il biglietto che Nicolò Martinenghi stacca per Tokyo dalla piscina di Riccione è di prima classe. Il ranista conquista uno dei due pass olimpici presi in giornata (l’altro è dell’immancabile Simona Quadarella nei 1500) è nei 100 metri e con un record italiano che abbatte un “muro”: 58.75 il tempo di Martinenghi. Anche Federica Pellegrini, pure battuta dalla Di Pietro (ma erano solo 50 metri) mette un’altra tacca al suo palmarès: è d’argento. E ci sono due arrivi in parità, titolo e medaglia da spartire idealmente, in pratica sono uno per ciascuno.

RANE SPRINT
Ormai è un ritornello quello dello stagno azzurro: stavolta sono i maschi ad andare fortissimo: in tre sotto il minuto! E Nicolò Martinenghi, il neo campione, fa anche di meglio: lui scende sotto il muro dei 59 secondi: 58.75 il suo tempo, che è di valore internazionale e il pass per Tokyo già garantito:
«Ora posso lavorare con più tranquillità per le Olimpiadi» dice Martinenghi. Una bella novità è Federico Poggio, che è secondo un 59.58, polverizzato il personale, e terzo Fabio Scozzoli in 59.80.

«SONO ALTO 5 METRI»
«Sono alto un metro e 87, ma mi sento alto cinque metri: avrei voglia di correre tutto intorno alla piscina» dice Martinenghi, che dopo un 2018 di assenza per infortunio ha ritrovato se stesso. «Erano tre anni che inseguivo tutto questo: ho esultato esageratamente e me ne scuso, specie con i compagni se è sembrato fuori luogo. Mi è venuto spontaneo e per la prima volta mi sono emozionato dopo una gara». Ha parole di ringraziamento per tutti, specie per Capitan Scozzoli: «Fabio ha sempre le parole giuste: non mollare, lavorare, lavorare. E bisogna farlo, farsi il mazzo, scusate la parola. Lui non è un rivale, è un punto di riferimento». E aggiunge: «Io ho qualche anno in meno, e dunque forse ho accusato meno la fatica di Glasgow rispetto a lui».

NON E’ PIU' UN SOGNO
Non è più solo un sogno andare alle Olimpiadi, «il sogno di tutti i bambini quando cominciano a fare qualsiasi sport» dice lei. Simona Quadarella vince i 1500 e già mette da parte le cose da stipare in valigia: 15:57.18 il suo crono che precede il 16:04.62 di Martina Caramignoli, suo personale a 28 anni, secondo posto e seconda giovinezza. «Quando non fu Rio, Christian mi disse: ci proveremo i prossimi quattro anni. Mi sembrava così lontano… E invece è qui e ci sarò. Magari per molti era scontato, per me era scontato a marzo, ma qualificarmi già a dicembre… Adesso posso pensare a lavorare, lavorare, e cercare di prendermi quel che voglio a Tokyo». Non si chiede per scaramanzia, ma si sa. Christian è Minotti, il suo allenatore di sempre.

UNA MEDAGLIA PER DUE
E’ successo due volte nel pomeriggio: oro in parità nei 50 dorso uomini e nei 100 rana donne: toccare insieme, per Milli e Sabbioni nel primo caso, per la Carraro e la Castiglioni nel secondo. Ora la parità è consentita: non come a Berlino ’36 quando due saltatori con l’asta giapponesi vinsero argento e bronzo e prima la federazione decise di seguire l’età di nascita, assegnando l’argento al più “vecchio” Nishida contro Oe. Tornati a Tokyo, i due decisero di far fondere le medaglie e ne fecero due “miste”, tenendosene una ciascuno.

SENSAZIONI DIVERSE
La Carraro e la Castiglioni chiudono in 1:07.20, senza biglietto per Tokyo. «Il titolo va bene, ma il tempo no» dice la Castiglioni che vede il bicchiere mezzo vuoto. «Avevo preparato Glasgow, passare così di colpo dalla vasca corta alla lunga è difficile; mi basta il titolo», la Carraro vede il bicchiere mezzo pieno.

BENEDETTA IN CANTIERE
Benedetta Pilato, la “bimba d’oro” è ottava, 1:09.20. Ottima prima vasca, ma la seconda non c’è ancora. Fa due cinquanta uno in fila all’altro anziché un 100. Ci vuole del tempo e del lavoro, senza pressioni, come dice il suo allenatore di sempre, Vito d’Onghia. S’è allungata la distanza e anche la vasca: lei di solito si allena in quella di 25, e forse lo sguardo sull’acqua lontana e il pensiero della distanza doppia ancora la intimidiscono.

DUE MEDAGLIE PER UNA
Silvia Di Pietro è tornata: un infortunio, un’operazione chirurgica, «il difficile è gareggiare e gareggiare» dice. Ma comincia a venirle bene: vince i 50 farfalla (26.41) battendo la Di Liddo e la Bianchi, e quasi le vengono le lacrime agli occhi per sentirsi ritrovata, «è il mio primo oro dopo l’operazione». E subito il secondo, tanto per avere la conferma. E battendo Federica Pellegrini nei 50 stile libero. Silvia è anche l’unica a scendere sotto i 25 secondi, 24.99 il suo tempo. «Non lo faccio mai ma voglio ringraziare quelle persone, poche ma buone, che mi sono state vicino». Medico, fisioterapista, allenatore, famiglia: un piccolo grande mondo.

IL CRONO DI FEDE
Federica tocca in 25.18 ed è seconda: «Sono contenta, molto soddisfatta del tempo» dice. Si sa, non è velocista pura, domani fa i 100 e poi deciderà per i 200 di sabato. Questa è comunque lka sua medaglia numero 169 ai campionati italiani, trentaquattresima d’argento. D’oro sono 212 e il “tesoretto” è “aumentabile” in questi giorni o a marzo.

DETTI NON PERDONA
Niente pass olimpico, ancora, per Gabriele Detti che però fa suoi i 400 stile libero con gli ultimi 50 metri nuotato alla grandissima per andare a riprendere il giovane Marco De Tullio che dai 300 in poi aveva cercato il colpaccio. 3:47.04 per Gabriele, 3:47.18 per Marco e Ciampi è terzo in 3:47.41, frantumando il personale. «Sarebbe bello ci fosse una staffetta 4x400» sorride Detti che aggiunge: «Il tempo è quel che è, solo un buon punto di partenza; però agli ultimi 50 mi sono detto: fammi provare a raggiungerli». Li ha raggiunti e sorpassati alla toccata.

GIOVANI CHE CRESCONO
Luca Dotto torna a vincere i 50 stile libero: è l’unico che va sotto i 22 secondi, 21.99. E’ soddisfatto e più ancora si guarda intorno con soddisfazione. «I giovani stanno crescendo bene». Luca pensa alla staffetta e parla di Deplano, Miressi e compagnia. Tra quelli che tornano anche Stefania Pirozzi che vince i 400 stile. Tra i “soliti noti” Codia e Rivolta che finiscono nell’ordine nei 100 farfalla, con terzo Federico Burdisso che punta al limite olimpico nei 200 e poi a Chicago da studente-nuotaore. Titolo italiano anche per Silvia Scalia nei 50 dorso.

Risultati e programma sul sito www.federnuoto.it
Ultimo aggiornamento: 21:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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