Larissa Iapichino in finale di salto in lungo: «Ho perso 10 anni di vita, ma sono un animale da gara»

Venerdì 5 Marzo 2021
Larissa Iapichino, il 6.70 gli vale la finale degli Europei Indoor. Avanti anche Laura Strati

Larissa Iapichino è in finale di salto in lungo agli Europei indoor in Polonia. Al terzo salto l'azzurra, figlia di Fiona May e all'esordio assoluto in nazionale, ha centrato al terzo salto il 6.70, che è anche la seconda miglior misura tra le otto finaliste. Meglio di lei solo la svedese Khaddi Sagnia, che chiude al comando le qualificazioni in 6.78. Al primo tentativo Larissa aveva saltato 6.35, al secondo 6.42. Poi il terzo che le vale l'accesso in finale, in programma domani alle 19:40. Qualificata anche l'altra italiana Laura Strati, a cui basta 6.58.

Larissa: «Ho perso 10 anni di vita, ma sono un animale da gara»

«Questa pedana mi ha un po' sconvolta - ha detto Larissa Iapichino dopo la qualificazione - nei primi due salti non riuscivo a staccare perché ero decisamente troppo "sotto", quindi abbiamo dovuto indietreggiare drasticamente la rincorsa. E così all'ultimo salto, grazie alla mia testa, e con questa novità, siamo riusciti a strappare questa qualificazione, di cui sono felicissima. Non volevo assolutamente che Torun finisse con un'eliminazione.

L'ho detto, sono un animale da gara, quando si deve lottare per qualcosa ci si prova e lo si fa con le unghie e con i denti. Anche Mihambo ha sofferto e significa che non è mai scontata la qualificazione, non è facile essere perfetti nel primo turno. Se ha avuto problemi una campionessa mondiale da 7,30, perché non dovrei averli io, bambina di 18 anni con pochissima esperienza? Sono qui per imparare, e oggi ho imparato tanto. Dalla Mihambo, dalla Bekh, e da tutte le altre. Domani punto a divertirmi e a trovare una stabilità tecnica che mi faccia volare il più lontano possibile», ha aggiunto l'azzurra.

Spalle al muro, Larissa non ha sbagliato il tentativo decisivo: «Prima dell'ultimo salto ho perso circa dieci anni di vita - rivela, con un sospiro di sollievo - Volevo assolutamente ottenere il biglietto per la finale e un pò d'emozione l'ho sentita. Ma ho sentito anche il calore di capitan Tamberi e dei compagni presenti in tribuna, li ringrazio perché è anche per loro che ce l'ho fatta. Siamo due azzurre in finale ed è un segnale positivo per tutta l'atletica italiana. Ora sentirò mamma Fiona May e sicuramente mi dirà che anche lei ha perso dieci anni di vita. Papà Gianni invece potrebbe essere un pò più razionale, ma vedremo…».

Bocchi in finale del salto triplo, Fabbri si ferma alle qualificazioni del peso

L'azzurro Tobia Bocchi si è qualificato per la finale del salto triplo degli Europei indoor con la misura di 16,40 ottenuta al primo tentativo. Una prestazione che gli basta per l'accesso alla prima finale continentale in carriera. Il 23enne azzurro completa il primo round al quinto posto e nella mattinata di domenica (alle 10.50) potrà recitare il ruolo di outsider. Già oltre i diciassette metri il portoghese Pedro Pablo Pichardo (17,03).

Per la finale del peso sarebbe servito 20,27, una misura che il Leonardo Fabbri della scorsa stagione avrebbe ottenuto abbastanza facilmente. Purtroppo fare i conti con tre settimane senza lavoro a causa del Covid, tra gennaio e l'inizio di febbraio, non era affatto semplice, soprattutto nel contesto internazionale: il primatista italiano indoor a Torun si ferma nelle qualificazioni, restando al di qua dei venti metri (19,96). Un nullo al primo lancio, poi la misura che lo colloca all'undicesimo posto del turno iniziale.

 

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