Kobe Bryant, l'incidente per la nebbia: «L'elicottero viaggiava a 300 km/h»

Lunedì 27 Gennaio 2020
Kobe Bryant morto, la dinamica dell'incidente: elicottero del '91, cielo nebbioso

Sono già partite le indagini per chiarire la dinamica dell'incidente costato la vita a Kobe Bryant, la figlia Gianna e altre sette persone. L'elicottero su cui viaggiavano era un Sikorsky S-76B del 1991. Si tratta di un velivolo molto grande, introdotto sul mercato nel 1977, usato soprattutto da vip - compresa la Regina Elisabetta -  e manager. Secondo alcune testimonianze, l'elicottero avrebbe emesso «strani rumori» prima di precipitare, ma la dinamica esatta sarà chiarita dall'Ntsb (National Transportation Safety Board), l'agenzia investigativa statunitense che si occupa di incidenti nei trasporti. 

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Il vero nodo da sciogliere è però quello legato alle condizioni meteo. Una nebbia fitta stazionava ieri mattina nei cieli di Los Angeles, tanto da spingere la polizia locale a lasciare a terra i propri elicotteri. Secondo le prime ricostruzioni pubblicate dai media americani, l'incidente sarebbe stato causato non da un guasto meccanico, ma dalla scarsa visibilità. Un fitto banco di nebbia avrebbe disorientato il pilota dell'elicottero di Kobe Bryant, costringendolo a volare in tondo per oltre 15 minuti.

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Secondo quanto dichiarato dai responsabili della torre di controllo dell’aeroporto di Burbank a Tmz, dopo diversi giri alla ricerca di una migliore visibilità, l'elicottero avrebbe puntato verso una zona particolarmente montuosa, dove è avvenuto lo schianto. È probabile che il pilota dell'elicottero, Ara Zobayan, fosse in attesa di una particolare autorizzazione, quella per pilotare in "volo strumentale", dal momento che la visbilità era praticamente nulla. Autorizzazione che però non è arrivata in tempo: in California c'è un grande traffico aereo ed è abbastanza comune aspettare anche un'ora prima che una procedura del genere possa essere attivata. Prima di schiantarsi al suolo, l'elicottero su viaggiava ad una velocità di quasi 300 km orari: lo riportano i dati di Flightradar24, secondo cui il mezzo è sceso ad una velocità di oltre 20 metri al secondo.

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Si dovranno esaminare i dati meteorologici, le informazioni radar, le comunicazioni del traffico aereo, i registri di manutenzione e la documentazione del pilota. Gli investigatori del National Transportation Safety Board sono da oggi sul luogo dell'incidente e, come ha spiegato la portavoce, Keith Holloway, «una delle priorità è quella di raccogliere quante più prove deperibili possibile». L'agenzia federale lavorerà con la Federal Aviation Administration e la società produttrice del mezzo. Per stabilire l'esatta dinamica dei fatti verranno valutate tutte le circostanze, a partire dalla fitta nebbia, che aveva spinto il dipartimento di polizia di Los Angeles a lasciare a terra i suoi elicotteri per la scarsa visibilità.

Un portavoce del dipartimento, citato dalla Cnn, ha spiegato che le condizioni meteo non rispettavano gli standard minimi. Ma il pilota - come si apprende da una sua conversazione audio con i controllori di volo - aveva avuto il permesso di volare in base alle 'Special Visual Flight Rules' (Vfr), ossia le regole del volo a vista. Le Vfr sono regole speciali con cui viene data l'autorizzazione ai piloti di volare in condizioni meteorologiche peggiori di quelle consentite dalle norme standard. Secondo la Cnn, la torre di controllo dell'aeroporto di Burbank ha permesso all'elicottero di procedere verso nord-est seguendo l'autostrada I-5. Gli investigatori, comunque, intendono valutare anche la documentazione sulla manutenzione dell'elicottero, un Sikorsky S-76B del 1991, quanti passeggeri poteva portare, e l'esperienza del pilota. Intanto, il medico legale della contea di Los Angeles, Jonathan Lucas, ha spiegato che il recupero dei resti e l'identificazione ufficiale delle vittime potrebbe richiedere giorni a causa delle condizioni impervie del terreno e del luogo dell'incidente.


 

Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio, 08:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA