Giro d'Italia, Mauro Vegni: "I numeri non ci spingono a chiudere la corsa in anticipo"

Venerdì 16 Ottobre 2020 di Carlo Gugliotta
Mauro Vegni

Il Giro d'Italia continuerà fino a Milano. Ne è convinto Mauro Vegni, direttore della corsa rosa, il quale ha spiegato quale sia la reale situazione legata al Coronavirus in questi giorni così difficili per il gruppo. Martedì sono stati rilevati diversi casi di Covid-19 che hanno portato all'allontanamento della Mitchelton-Scott, della Jumbo-Visma e di Michael Matthews, ma ieri Thomas De Gendt ha affermato di non sentirsi al sicuro e la squadra della EF Pro Cycling ha addirittura scritto una lettera all'Unione Ciclistica Internazionale chiedendo di far terminare il Giro domenica 18 ottobre a Piancavallo. Ad aggravare la situazione è stata la rilevazione di 17 poliziotti positivi al coronavirus: le forze dell'ordine erano però impegnate solo al Giro-E, la kermesse di bici elettriche che si svolge ogni giorno prima dell'arrivo di tappa della corsa rosa. 

"Il Giro-E è una realtà nettamente separata dalla nostra, ancora una volta smentisco categoricamente che quegli agenti siano venuti a contatto con qualcuno della nostra organizzazione e soprattutto con i corridori. A chi mi accusa di avere un’organizzazione che non ha tamponi e dispositivi di sicurezza adeguati, rispondo che sono pronto a tirare fuori i documenti del DCI che dimostrano quanto tutto questo non sia vero. Siamo arrivati a Palermo con i tamponi fatti, la polizia li ha fatti a Milano prima di partire, noi li abbiamo ripetuti ieri e siamo tutti negativi", ha affermato mauro Vegni. 

Il direttore del Giro d'italia ha anche precisato: “Ho chiamato il team manager della Lotto-Soudal dopo le dichiarazioni di De Gendt, e gli ho detto che quando il corridore dice qualcosa, deve stare molto attento. Qui è in gioco la salute di tutti. Riguardo la EF, invece, non ho parlato con il loro team manager, ma lo staff della squadra non sapeva niente della lettera inviata all'UCI. Ribadisco, il Giro d'Italia arriverà a Milano. I risultati che abbiamo sono gli stessi che hanno le altre gare, non capisco perché dovremmo fermarci". 

Nel frattempo, sulla questione, si è espresso anche il presidente dell'UCI, David Lappartient: "Il prossimo sarà un fine settimana molto importante, perchè in contemporanea con il Giro d'Italia vivremo anche il Giro delle Fiandre nella giornata di domenica. Il ciclismo tiene sotto controllo la situazione Coronavirus: fino ad oggi, sono stati trovati positivi solo 3 corridori su 176 partecipanti. Mi sembra un numero decisamente basso. Il ciclismo ha fatto degli sforzi enormi, che proseguiranno anche con la Vuelta a Espana che scatterà martedì. Sarà un peccato, domenica, assistere a un Giro delle Fiandre senza tifosi, ma chiediamo a tutti senso di responsabilità". Il Giro delle Fiandre è una delle corse di un giorno che può vantare il maggior numero di persone a bordo strada: il pubblico, ogni anno, si attesta sulle 800.000 unità.

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