Europei Budapest 2021, Federica Pellegrini vola in semifinale nei 200 stile. Avanti anche la 4x200 sl uomini

Mercoledì 19 Maggio 2021 di Piero Mei
Europei Budapest 2021, Federica Pellegrini vola in semifinale nei 200 stile. Avanti anche la 4x200 sl uomini

La tentazione dei 200 metri stile libero, la “sua” gara, è irresistibile per Capitan Federica. La Pellegrini “a Budapest per le staffette” vede poi, insieme con Matteo Giunta, la possibilità di un triplice passaggio, batteria, semi e finale, per la gara individuale che è la sua meravigliosamente “pazza idea” per Tokyo e si tuffa. Non le ricapiterà più l’infilata di prove da qui ai Giochi. Settima batteria, corsia 4. Tocca per seconda, perché tiene tutto sotto controllo: il suo 1:58.48 risulta poi il terzo del ranking delle promosse alle semifinali, tra le quali 16 l’anagrafe denuncia una maggioranza assoluta di nate nel Terzo Millennio, qualcuna quando Federica aveva già una medaglia olimpica al collo, per dire della grandezza della azzurra alla quale, per dire, appartiene tuttora il primato del mondo, quell’1:52.98 che resiste da Roma 2009, più resistente del titanio, più inavvicinabile dell’imperatore del Giappone.

“E’ il tempo che volevo, non bisognava sprecare troppe energie, quasi un massaggio…”. Il miglior crono è della ceca Semanova, il secondo della francese Bonnet. Federica la “sorniona” terza di una gara che non conosce al metro, ma al centimetro. Un pericolo? La “bambina” inglese Freya Anderson. Tra le sedici che avanzano c’è anche l’altra azzurra, Stefania Pirozzi, sedicesimo tempo. Sara Gailli, baby romana, è fuori.



LA STAFFETTA "TROPPA GRAZIA"

Si qualifica con il terzo tempo la bella staffetta della 4x200 stile libero uomini, dietro la grande Gran Bretagna e la Russia. 7:10.26 il tempo azzurro con lo schieramento Frigo 1:49.46. Ciampi 1:46.95. Megli 1:47.07 e De Tullio 1:46.88. Ci sarà un mescolamento delle carte, la soluzione di un rompicapo; Frigo già dice che tiferà dalla tribuna, in buon “agguato” il campione d’Italia Ballo, Di Cola e Gabriele Detti. Il direttore tecnico Cesare Butini ha il piacevolissimo problema dell’abbondanza per la gara ritenuta generalmente il “termometro della salute” del nuoto.

LASZLO C’E’ SEMPRE

L’ungherese Laszlo Cseh, classe 1985, c’è sempre fra i delfinisti: non fosse nato sei mesi dopo Michael Phelps chissà gli ori che avrebbe vinto in giro per il mondo. Ma non si arrende, ed a 35 anni suonati, quasi 36, è ancora capace di nuotare e farsi notare: quarto tempo di qualifica nei 200 misti nei quali l’azzurro Alberto Razzetti ottiene il passi come settimo e primo è lo svizzero Deplanches.
Sulla distanza nei 200, ma stile delfino, passano il turno, settore femminile, sia Ilaria Cusinato, in fase up sulla sua altalena, che Antonella Crispino, in una gara che è acqua ungherese, con la Hosszu e la Kapas.

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E C’E’ PURE CECCON

Va in semifinale senza preoccupazione Thomas Ceccon nei 100 dorso, nei quali il miglior tempo è del fenomeno russo Kliment Kolesnikov che nei 50 aveva abituato a un record del mondo dopo l’altro: la notizia è che il 52.32 di Kolesnikov non è primato… ma è l’unico sotto i 53 secondi. Sopra, è l’ammucchiata: Thomas, 53.43, è sesto, Sabbioni va sopra i 54 ma, quindicesimo, è semifinalista anche lui e dice che “oggiè un’altra mezza giornata”. Finiscono out, per il passaporto e per il tempo, Mora e Restivo.
Viene ripescato, e dunque è in semifinale, Edoardo Giorgetti nei 200 rana.

GREG ALLA UNO

Chissà cosa penserà Paltrinieri che oggi alle 18, orario d’inizio della sessione di finali, si tufferà per le medaglie dei 1500 dal blocco uno, corsia laterale, lui da sempre abituato alla 4, quella del migliore, dove invece sarà l’ucraino Romanchuck. Magari penserà che non è importante il blocco sui cui salire, ma semmai il podio.


 

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