L'Italia umilia gli inglesi anche nel cricket: prima vittoria dopo 23 anni

Venerdì 1 Ottobre 2021 di Alberto Francesconi
L'Italia umilia gli inglesi anche nel cricket: prima vittoria dopo 23 anni
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Non bastava la bruciante sconfitta di Wembley sotto gli occhi della famiglia reale e di 60mila seguaci di Albione. E neppure la vittoria nella staffetta 4x100 delle Olimpiadi, sfumata per colpa del balzo in avanti di Filippo Tortu sul filo di lana. Quando, pochi giorni fa, la Nazionale femminile italiana di polo aveva conquistato un altro titolo europeo, gli inglesi avranno pensato che finalmente l'estate nera delle loro débacle con gli italiani era finita. Errore. L'ultimo atto del confronto - perdente - con gli azzurri del Belpaese si è consumato mercoledì a Malaga, nello sport che più di ogni altro è il simbolo British per eccellenza: il cricket.

LA BEFFA
Dopo 23 anni di vittorie a mani basse in incontri giocati con britannica sufficienza, la Nazionale dei Tre leoni ha dovuto arrendersi all'Italia in uno degli incontri delle European cricket series. Un format che sta prendendo piede a livello internazionale per rendere compatibile ai tempi della televisione uno sport che per tradizione si gioca per interminabili ore sui verdi prati di quello che fu l'Impero britannico. La formula del torneo, trasmesso in streaming in tutto il mondo, consente di condensare in un'ora e mezzo una partita che altrimenti ne durerebbe quattro o cinque. Ed è quanto avvenuto a Malaga, nella tappa del torneo tuttora in corso.
L'Italia si era presentata alla sfida dopo avere perso gli altri incontri con Germania, Repubblica Ceca e Finlandia, non proprio le regine del cricket. E la stessa partita con l'Inghilterra (che in questo torneo non schierava la migliore formazione possibile, convinta forse di potere vincere a mani basse) non si stava mettendo bene. Almeno fino a quando la squadra azzurra non ha cominciato a gestire con più attenzione l'incontro con un approccio più conservativo.

Poi, all'improvviso, ha fatto capolino l'estro italiano che non porta il nome di Federico Chiesa o Nicolò Barella ma del capitano Baljit Singh e Hassan Ahmad, stelle delle due squadre finaliste del campionato 50 overs. Già, perché la Nazionale che ha umiliato gli inventori del gioco è composta da atleti che hanno le radici in Pakistan, Bangladesh e Sri Lanka, una koinè asiatica dove gli inglesi, all'epoca delle colonie, devono avere insegnato bene le regole del cricket. Risultato finale, 90/4 a 87/6, che ai profani del gioco non dirà molto, ma che per i giocatori che si sono sudati la vittoria vale come una vittoria agli Europei, o alle Olimpiadi. Ora, sui social, impazzano le immagini del trionfo azzurro e i commenti di quanti si improvvisano esperti di cricket. Un vizio, questo sì, tutto italiano.

 

Ultimo aggiornamento: 16:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA