Berrettini: «Basta sfortuna, adesso vinco. I soldi guadagnati? Investo per il futuro. Questa vita non durerà per sempre»

Matteo si confessa alla vigilia degli Us Open: «Il 2022 non è stato facile, ma non mi sono arreso»

Domenica 28 Agosto 2022 di Vincenzo Martucci
Berrettini: «Basta sfortuna, adesso vinco. I soldi guadagnati? Investo per il futuro. Questa vita non durerà per sempre»

Matteo Berrettini fa l'esordio già domani agli US Open dove, nel 2019, si è fermato contro Nadal nella prima semifinale Slam e l'anno scorso contro Djokovic nei quarti.
Ha vinto 7 titoli ATP, 4 su erba e 3 su terra, ma mai sul cemento, perché?
«Come caratteristiche la superficie si sposa bene al mio gioco ma le condizioni cambiano sempre per via delle palle diverse di torneo in torneo anche nelle tappe qui in Nord America, cambiano anche fra Indian Wells e Miami. Agli US Open però ho sempre fatto bene, mentre sapevo che non è mai stato così negli altri tornei prima, in Canada e a Cincinnati. Ora comunque mi sento bene, mi sono appena allenato bene con Rafa, e so che sul cemento sono arrivato comunque a due semifinali Slam, fra qui e gli Australian Open, risultati che non dico che equivalgano a un titolo ATP del circuito ma sono sicuramente molto importanti e mi danno fiducia».
Nadal e Medvedev sono i favoriti a New York?
«Il torneo è tosto, vedo tanto equilibrio, ma per qualità ed esperienza sono loro i favoriti, e poi via a via ci sono gli altri, a scendere, in classifica».
E' cambiato l'avversario di primo turno: col cileno Jarry ci ha perso.
«E sarà anche rodato per aver fatto le qualificazioni ma lo conosco meglio di Dellien col quale dovevo giocare, e ci ho perso sulla terra nel 2018».
Si sente in credito con la fortuna dopo tanti stop? Infortuni, Covid, i punti azzerati a Wimbledon.
«La capacità di reazione alle avversità, non dipendenti dalla mia volontà ma da problemi fisici o addirittura da una guerra, è la cosa di cui vado più fiero, la chiave di tutta la mia carriera e anche di me come persona che sono tutto o niente e vado sempre fino in fondo alle cose. Questo 2022 non è stato finora un anno facile, potevo fare meglio, ma non posso lamentarmi per quello che ho e per quello che sto facendo, non era scontato. Le delusioni mi hanno rafforzato la voglia di riscatto, tenere la testa alta davanti alle difficoltà mi ha dato una consapevolezza di me sempre superiore».
Anche tecnicamente è migliorato molto.
«Sul rovescio soprattutto, così da prendere più fiducia da quella parte del campo e poter fare più cose, e poi anche nella propensione verso la rete, che è il naturale sfogo del gioco potente ed aggressivo».
Però i primi del mondo non riesce a batterli: non Nadal, non Djokovic.
«Non ci riesco perché li ho affrontati quasi sempre negli Slam - 3 volte su 4 Nole e 2 su 2 Rafa - dove è più difficile batterli. Guarda che rimonte ha fatto Novak al quinto set le due volte che si è trovato sotto di due. Ma sono fiducioso perché so che è normale che loro siano più avanti, so che ci vuole ancora qualcosa di più da parte mia, ma non mi sento poi così indietro».

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Ha più fiducia che uno di voi italiani vinca uno Slam o che insieme vinciate la coppa Davis?
«Sono due obiettivi ugualmente difficili ma anche possibili, magari non arriveranno proprio subito ma le qualità dei giocatori sono davvero importanti e sono all'altezza di aspettative così grandi per arrivare in fondo negli Slam come in Coppa. In nazionale non sono ancora riuscito a dare il meglio - non certo perché non avevo voglia -, non vedo l'ora di farlo».
Ha già guadagnato 10 milioni dollari di premi.
«Quando ho cominciato non avrei mai pensato a qualcosa del genere. Poco fa stavo ragionando sulla prima volta che sono venuto a New York e a tutto quello è successo da allora: era il 2017 e persi in tre tie-break contro Tsitsipas nel secondo turno di qualificazioni. Da allora è cambiato tutto: sono arrivato al numero 6 del mondo, ho vinto 7 tornei, sono andato in finale a Wimbledon, qui agli US Open sono testa di serie. Davvero non avrei mai pensato di fare questa corsa. E comunque i soldi non sono la molla più importante, almeno per me».
Ma che ci fa con i soldi?
«Cerco di aiutare chi mi ha aiutato e mi è stato sempre vicino, a cominciare dai miei genitori, e poi metto da parte e investo per il futuro. Questa vita non durerà per sempre».

 

Ultimo aggiornamento: 09:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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