Loren e Amadeus, politici e influencer all'Arena di Verona. Mazzi al convegno sulla lirica: «Esportiamo la nostra cultura»

Dopo l'evento di venerdì 16 giugno all'Arena di Verona per la centesima edizione del festival questa sera una "seconda prima" con Maria José Siri nei panni di Aida e Anita Rachvelishvili come Amneris. Nel pomeriggio convegno sul futuro dell'opera indetto dal sottosegretario Mazzi

Sabato 17 Giugno 2023 di Simona Antonucci
Loren e Amadeus, politici e influencer all'Arena di Verona. Mazzi al convegno sulla lirica: «Esportiamo la nostra cultura»

Una festa che ha fatto il giro del mondo quella celebrata ieri sera all'Arena di Verona per la centesima edizione del Festival: 1 milione e 800mila telespettatori con oltre 13% di share per la diretta di Rai Cultura, condotta su Rai 1 da Milly Carlucci con Alberto Angela e Luca Zingaretti, e 12 mila persone in anfiteatro.

Undici i minuti di applausi per il cast di Aida, interpretata magistralmente dal soprano Anna Netrebko, che ha ricevuto ovazioni a scena aperta, e standing ovation per Sofia Loren al suo ingresso accompagnata dal ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. «È una grande emozione per me essere qui, questo è uno dei simboli della bellezza dell’Italia, di quella bellezza che tutto il mondo ci invidia», ha detto la star ringraziando il pubblico.

POLITICI E INFLUENCER

Ad assistere alla nuova produzione del capolavoro di Verdi, firmata da Stefano Poda, al suo debutto sul palcoscenico areniano, un parterre delle grandi occasioni: da Amadeus (richiestissimo per decine di selfie) a Matt Dillon, e poi Orietta Berti, Iva Zanicchi, Morgan, Antonio Albanese, Fabio Testi, Gigliola Cinquetti, Giorgio Pasotti, Giulio Base, Tiziana Rocca, Jerry Calà, Lino Banfi, Michele Placido, Mogol, Nicoletta Mantovani, Nina Zilli, Piero Chiambretti, Rita Pavone, Il Volo. I presidenti della Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa e i ministri Luca Ciriani, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Adolfo Urso e Maria Elvira Calderone. Gli scrittori Alessandro Baricco e Marco Malvaldi. Lunga la sfilata sul red carpet: il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, Alessandro Orrei e Serena De Ferrari, protagonista della serie tv “Mare Fuori”, Claudio Sona, influencer e personaggio tv di Canale 5, Nick Cornia e Giulia Salemi influencer, l’attore Edoardo Purgatori, Marcello Sacchella, ballerino e coreografo di Amici, l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, presidente di Unicredit, e il presentatore Pierluigi Diaco. E ancora: Beatrice Venezi, consigliere per la musica del Ministero della Cultura, e Liborio Stellino, rappresentante permanente dell’Italia all’Unesco, gli imprenditori, con una delegazione di Confindustria dove compaiono gli ex presidenti nazionali Giorgio Fossa ed Emma Marcegaglia.

IL CONVEGNO DEL SOTTOSEGRETARIO MAZZI

E stasera si replica: dopo l’esibizione della Banda Musicale dell’Aeronautica Militare, si riaccendono i riflettori sulle piramidi trasparenti e le architetture di luci dell’Aida intimista e hi-tech con le rovine del passato e del post moderno, colonne diroccate dell’antichità e macchine avveniristiche. Sul podio il direttore d’orchestra Marco Armiliato, impegnato anche per la prima di ieri sera, sul palco con Maria José Siri nei panni della principessa etiope e Anita Rachvelishvili come Amneris.

IL CONVEGNO DEL SOTTOSEGRETARIO MAZZI

Ma prima del bis in arena, nella mattinata di sabato, si è svolto il convegno “L’Opera del futuro”, convocato dal sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi, nel Palazzo della Gran Guardia per fare il punto sul sistema italiano della lirica, «patrimonio nazionale», da rafforzare anche a livello internazionale. E in tanti, oltre cento, hanno risposto all’invito, tra sovrintendenti, direttori di teatri, manager, maestranze, tecnici, giornalisti e melomani da tutta Italia. Per il ministero era presente il direttore generale dello Spettacolo, Antonio Parente. «C’è il nostro impegno reale e concreto, non retorico, per il mondo dell’Opera, che è un punto di forza riconosciuto del’Italia. A questo mondo vogliamo dare slancio», ha detto tra l’altro Mazzi, precisando: «non abbiamo soggezione verso i teatri stranieri, perché quando andiamo all’estero vediamo che loro hanno come mito proprio l’Italia. Noi lavoriamo per esportare la nostra cultura, per far primeggiare la cultura italiana». Mazzi ha sottolineato la necessità di «portare nuovo pubblico nei teatri, soprattutto giovane» e per questo è importante il ruolo delle scuole dove va rafforzata l’educazione musicale. Il sottosegretario ha ricordato che è al lavoro «non per dare una prospettiva solo museale all’Opera ma per dare un futuro che contempli un mix tra tradizione e innovazione». E tra le possibili riforme del settore, la distinzione tra i ruoli di sovrintendente e direttore artistico.

IL CARTELLONE

Il cartellone dei Cento anni proseguirà fino al 9 settembre con un’antologia dei titoli lirici più amati e rappresentati nel celebre anfiteatro romano, con ospiti le star mondiali del canto: in meno di tre mesi 49 appuntamenti unici, ognuno con un cast di altissimo livello. Una seconda nuova produzione in cartellone: l’attore e regista Antonio Albanese firmerà Rigoletto, dal 1° luglio. In programma altre sei produzioni storiche: Il Barbiere di Siviglia (dal 24 giugno) e la Tosca (dal 29 luglio) con la regia di Hugo de Ana; il colossale Nabucco (dal 15 luglio) firmato da Gianfranco de Bosio; Carmen di Bizet (dal 23 giugno), Madama Butterfly (dal 12 agosto) e La Traviata (dall’8 luglio) secondo Zeffirelli che chiude il Festival e che vedrà Netrebko dare l’addio al ruolo di Violetta il 9 settembre. Quindi 4 gala: Bolle and Friends (19 luglio) e i recital di Flórez per il suo debutto a Verona (23 luglio),Domingo per l’omaggio al Festival (25 agosto) e Kaufmann per il suo ritorno (20 agosto). E, per la prima volta all’Arena, anche l’Orchestra della Scala diretta da Chailly (31 agosto).

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