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Sanremo 2022, questa voglia di ballare nell'Italia che riparte

Aspettando di tornare alla normalità, la formula ha vinto unendo felicemente generi ed età

Domenica 6 Febbraio 2022 di Alvaro Moretti
Sanremo 2022, questa voglia di ballare nell'Italia che riparte

Ora che al Festival numero 72 stiamo dicendo, con le mani e tutto il resto, ciao ciao, già ci manca. Perché, tra commenti e meme, noi italiani non ci pensiamo alla fortuna di avere per una settimana l'occasione di essere in libera uscita. Grazie alle canzoni; ai messaggi condivisi o no; alle co-conduttrici (più o meno azzeccate); ai numeri dei comici visti e commentati sui social come una partita della Nazionale ai Mondiali; grazie a un tipo come Amadeus che sa fare da spalla a tutti e sente il Paese come pochi. Si rischia l'irriverenza a ricordare la telefonata con Mattarella, ma in qualche modo il Presidente e il Presentatore devono avere qualcosa in comune: devono sentire quali corde attivare nella gente.

Sanremo 2022, voglia di ballare

 

Amadeus, stavolta, ha capito che era il momento di un Festival pangenerazionale: che prendesse tutte le generazioni, abolendo i recinti. Sangiovanni e San Morandi, insieme. Mahmood e Blanco a canta Gino Paoli e il Cielo in una stanza dipinta oltre 60 anni fa. L'anno scorso Sanremo aveva travolto l'Italia con giovani nati e cresciuti in rete, che pochi concerti avevano fatto in vita perché nascevano mentre la musica dal vivo si fermava; era l'anno dell'Ariston vuoto e della disillusione di una pandemia che non si staccava dalla nostra faccia, come le mascherine.

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Quest'anno Amadeus e la Rai hanno scommesso forte su un festival in presenza, su un Ariston sold out e su una commistione di generazioni musicali e di generi che è la formula del successo. La gente aveva bisogno di questo: di vedere un luogo dove già si balla (e tra poco, con mascherine e tutto il resto, lo si potrà fare ovunque); e i balli sono quelli condivisi dei villaggi turistici. Morandi e la sua canzone, spinta da Jovanotti, ricordano Stasera mi butto e il Ciao Ciao della Rappresentante di Lista (i due potrebbero essere nipoti di Gianni o della Zanicchi o Ranieri) è un Gioca Jouer che richiama agli anni Ottanta. Non a caso tempi felici di ripartenza nazionale. Danze che anche i bimbi conoscono, come certe hit anni Sessanta, perché in estate nelle spiagge o nei centri turistici si danza insieme proprio così.

 


E Amadeus che torna a fare il dj-animatore (l'anno scorso ri-animatore con Fiorello), e che chiede al teatro di ballare per Cremonini o Rettore e Ditonellapiaga (anche qui siamo almeno alla zia e nipote). E' la voglia del Paese di riprendersi dall'ansia. Di tornare a respirare liberamente, di sciogliere le gambe per ripartire di corsa.
Un segnale che - per quanto grande è il risultato di ascolti - vale un messaggio a reti unificate: voglia di leggerezza anche senza la musica leggerissima di Colapesce e Dimartino. Musica che finalmente si fa concreta speranza per l'oggi e per tutti e anche oltre il confine di Sanremo. Dall'Ariston è tutto, Italia ora tocca a te.
 

Ultimo aggiornamento: 13:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA