Al Bano nella black list dell'Ucraina: «Io trattato come un terrorista ma senza motivo»

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Al Bano nella black list dell'Ucraina: «Io trattato come un terrorista ma senza motivo»

di Marco Castoro

Ha le stesse lettere iniziali di Al Qaeda, ma tutto si può immaginare fuorché Al Bano possa essere un terrorista. Eppure, per l'Ucraina è così, visto che l'ha inserito nella black list di 147 persone indesiderate perché ritenute pericolose per la sicurezza nazionale. Oltre ad Al Bano ci sono tra gli altri anche Gerard Depardieu e Steven Seagal.
Il cantante pugliese è incredulo: «Ma è un pesce d'aprile anticipato». Dall'ambasciata ucraina a Roma ribadiscono: «È tutto vero. Ci dispiace per Al Bano ma abbiamo ricevuto per iscritto quanto segue: in accordo con la legge dell'Ucraina sulla protezione dello spazio televisivo e radiofonico, sulle persone che minacciano la sicurezza nazionale, si forma un elenco di coloro che con le loro azioni sfidano l'integrità territoriale e la sovranità dello stato d'Ucraina. Pertanto il giorno 6 marzo il cantante Albano Carrisi è stato iscritto in questo elenco. La lista è sul sito del Ministero della Cultura». Dalla segreteria dell'ambasciatore dicono di non essere a conoscenza dei motivi.
Forse li sa Al Bano?
«Io trattato come un terrorista. Addirittura, considerato una minaccia per la sicurezza dell'Ucraina. Questa vicenda è un'assurdità. Mai vissuto niente del genere. Non ho mai fatto nulla di male, quindi non vedo perché debba essere considerato una minaccia».
Qualcosa contro l'Ucraina l'avrà pure fatta, o siamo su Scherzi a parte?
«Ho sempre parlato bene dell'Ucraina. Ho solo cantato. Con il pubblico felice e contento delle mie esibizioni. Quindi ho portato la pace. Il brano Libertà ha avuto un grande successo ed è diventato un inno».
Si pensa che ci sia di mezzo la sua amicizia con Putin?
«Ma quale amicizia! Io in Russia ci vado per cantare. Ci vado quando mi chiamano. Con Romina abbiamo sempre avuto successo. Anche prima che Putin diventasse presidente. Io l'ho visto diverse volte, come tanti altri capi di stato. Ma che c'entra? Mica per questo possono definirmi un terrorista!».
Però in qualche occasione ha dichiarato di stimare Putin. E di essere contro le sanzioni alla Russia.
«Cosa c'è di male? Se io stimo e ammiro una persona lo dico. Mica commetto un reato. Passare per terrorista è un po' pesante».
Che cosa farà adesso?
«Ho subito preso un aereo per Milano. Mi rivolgerò agli avvocati perché devono tirare fuori il motivo di questa minaccia. È allucinante».
Ci sono anche i danni alla sua immagine?
«No, a questo non penso. Tutti si sono resi conto che l'errore è a monte, nasce da loro».

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Martedì 12 Marzo 2019, 05:01






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