Viaggio negli affreschi di Banksy nella mostra “This is not a photo opportunity”

Sabato 27 Ottobre 2018
Una delle immagini delle opere di Bansky in mostra a Firenze, a Palazzo Medici Riccardi, fino al 24 febbraio

Palazzo Medici Riccardi presenta la mostra BANKSY This is not a photo opportunity, a cura di Gianluca Marziani e Stefano S. Antonelli, promossa e prodotta da MetaMorfosi Associazione Culturale, con il patrocinio di Firenze Città Metropolitana e il sostegno della Regione Toscana, in collaborazione con Muse.

Nessuno lo ha mai visto, nessuno conosce il suo viso, non esistono foto che lo mostrino: eppure BANKSY esiste in maniera dirompente attraverso le sue opere di inaudita potenza etica, evocativa e mediatica. Originario di Bristol, genericamente inquadrato nei confini della Street Art, Banksy rappresenta il più grande caso di popolarità per un artista vivente dai tempi di Andy Warhol.

Tra il 2002 e il 2009 Banksy pubblica 46 immagini su carta che vende tramite la sua “print house” Pictures On Walls in Commercial Rd. (Londra). Si tratta di immagini che riproducono alcuni tra i suoi famosi interventi stradali, documentando opere che sono diventate “affreschi popolari” ma che spesso sono state rimosse o rubate o semplicemente consumate dal tempo.

La mostra di Firenze nasce da una rigorosa selezione con le migliori 20 immagini finora prodotte, quelle che hanno decretato il successo planetario di un artista tra i più complessi, geniali e intuitivi del nostro tempo. Banksy preferisce da sempre la diffusione orizzontale di immagini rispetto alla creazione di oggetti unici. Una lezione mutuata da Andy Warhol con il suo approccio seriale e l’uso metodico della serigrafia.

A conferma di un legame quasi ereditario arriva, nel 2007, la mostra londinese “Warhol vs Banksy” al The Hospital in Covent Garden, prodotta da Banksy in persona. Come è stato ribadito da molte firme internazionali, Banksy rappresenta la miglior evoluzione della Pop Art originaria, l’unico che ha fuso assieme la moltiplicazione seriale, la cultura hip hop, il graffitismo anni Ottanta e gli approcci del tempo digitale.

A Palazzo Medici Riccardi ci sono le sue immagini più celebri, quelle che si sono guadagnate altissima popolarità attraverso la condivisione sui social media. Tra queste la serigrafia che raffigura una delle sue immagini più famose, quella della bambina con un palloncino rosso in mano (Balloon Girl), proprio in questi giorni al centro dell’attenzione mondiale per la sua clamorosa autodistruzione avvenuta subito dopo essere stata battuta all’asta per oltre 1 milione di euro.

È un immaginario semplice ma non elementare quello di Banksy, perfetto per tempi e modi di produzione, confezionato per la comunicazione di massa: un nucleo di messaggi immediati che, affrontando i temi del capitalismo, della guerra e del controllo sociale, mette in scena le contraddizioni e i paradossi del nostro tempo. Per la prima volta una mostra esamina e analizza le immagini originali di Banksy all’interno di un quadro semantico esaustivo che ne veicoli origini, riferimenti, relazioni tra gli elementi, implicazioni e piani di pertinenza. A completamento del percorso espositivo, il pubblico ha a disposizione un’infografica sulla cronologia dell’artista, ampie schede storiche sulle opere con documentazione fotografica, i “black books” originali, poster originali di sue mostre, banconote contraffatte e una selezione di video. 

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