Regione Friuli Venezia Giulia

Terzo settore: Bolzonello, dopo riforma servirà norma regionale

Udine, 22 nov - "La riforma del Terzo settore disciplina il comparto nella sua complessità ma restano aperte ancora delle questioni. Potremo avere il quadro complessivo solo una volta conclusa la fase di riforma con l'emanazione dei decreti e dei regolamenti attuativi e sono convinto che dovremo dare corpo ad una norma regionale che dovrà essere affrontata nella prossima legislatura".

Lo ha affermato, oggi a Udine, il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia, Sergio Bolzonello, intervenendo all'assemblea regionale di Federsolidarietà Fvg 2017 durante la quale si è svolto il convegno "La cooperazione sociale di fronte alla riforma del Terzo settore e all'impresa sociale", incentrato sulla riforma nazionale entrata in vigore lo scorso luglio e destinata a modificare gli assetti di un sistema di grande importanza per il welfare e il volontariato.

"Una legge regionale - secondo Bolzonello - che recepisca, riequilibri e individui alcune problematiche che la riforma non affronta compiutamente. Sarà un compito da portare avanti insieme con la capacità di leggere una comunità, le sue necessità e declinando gli strumenti per contrastare le disuguaglianze".

Bolzonello ha rilevato come l'attuale situazione sociale presenta un dato eclatante, ovvero l'aumento delle diseguaglianze, sul quale sarà necessario confrontarsi mettendo al centro del dibattito i cambiamenti dettati dal costante ingresso di nuove tecnologie che coinvolgono il mondo della produzione ma anche quello delle informazioni con i big data.

"Aspetti - ha osservato - che stanno radicalmente cambiando il tessuto sociale, con evidenti riflessi sulle scelte dei cittadini consumatori oltre che sul comparto occupazionale".

Bolzonello ha rilevato, sempre sulla riforma, come questa possa rappresentare un'opportunità per rafforzare il ruolo del Terzo settore, riconoscendogli dignità e capacità di interlocuzione pari agli altri comparti.

Il vicepresidente ha evidenziato, altresì, l'importanza di rimettere al centro delle riflessioni il mondo del volontariato e della cooperazione che sono una parte significativa nel panorama regionale.

"In questi anni - ha precisato il vicepresidente - abbiamo dato centralità alla cooperazione, in particolare a quella sociale, aumentando anche le risorse. Oggi, però, serve una nuova e più forte interlocuzione a partire da quella con gli enti locali, in modo da valorizzare la forza di questo settore che ha, a monte, una visione di comunità non legata solo ai servizi ma capace di contrastare le diseguaglianze sociali per permettere di dare risposte concrete mettendo al centro le persone".

Dopo l'intervento di Giuseppe Graffi Brunoro, presidente di Confcooperative Fvg, hanno portato il proprio contributo il presidente nazionale di Federsolidarietà Confcooperative nazionale, Giuseppe Guerini e il capo del servizio legislativo di Confcooperative, Tonj Della Vecchia, che hanno approfondito le potenzialità e i vincoli della nuova disciplina normativa per la cooperazione sociale.

Il presidente di Federsolidarietà Confcooperative Fvg, Luca Fontana, si è soffermato sull'importanza dei valori cooperativi e sulla necessità di intraprendere percorsi condivisi per dare risposte ai bisogni della comunità. "La strada è in parte incerta - ha indicato - e vorremo costruirla assieme alle istituzioni con alleanze estese, di cui le cooperative sociali sono una parte, per affermare ed estendere i diritti dei cittadini". ARC/LP/fc

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mercoledì 22 Novembre 2017, 13:45




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