Lavoro: Regione, sostenere famiglia e aumentare attrattività Fvg

Lunedì 23 Maggio 2022
L'assessore al Lavoro ospite del Congresso regionale Uil pensionati. In apertura il ricordo della strage di Capaci Trieste, 23 mag - L'importanza della collaborazione tra istituzioni e sindacati per il raggiungimento di obiettivi comuni in particolare in questo momento storico è stata al centro dell'intervento dell'assessore regionale al Lavoro in apertura del dodicesimo congresso regionale Uil Pensionati organizzato a Trieste.

Il Friuli Venezia Giulia - è stato evidenziato dall'assessore - è la prima regione italiana nelle quale si è raggiunta la parità tra il numero dei pensionati e quello degli occupati tra le persone in età lavorativa. Un dato che conferma la necessità di costruire percorsi nuovi e prospettive diverse rispetto al passato favorendo, da un lato, l'attrazione di persone e imprese sul territorio per aumentarne la capacità produttiva e dall'altro investendo sulla formazione.

Per la Regione è necessario superare alcune scelte nazionali che negli ultimi anni invece di fornire una reale tutela ai lavoratori hanno generato grandi distorsioni ed è prioritario investire sui giovani e le donne, continuando a sostenere in maniera decisa le politiche a favore della famiglia, che consentono alle persone di avere figli e continuare il percorso di crescita all'interno del mondo del lavoro e della società.

L'assessore ha quindi ribadito il proposito di continuare le azioni intraprese a sostegno della famiglia, per il miglioramento del welfare aziendale e l'implementazione dei centri per l'impiego e ha infine sottolineato la volontà di cooperare con le organizzazioni sindacali per individuare soluzioni alle nuove problematiche che, nonostante il Friuli Venezia Giulia abbia saputo reagire alle recenti crisi, si stanno profilando all'orizzonte.

All'inizio del suo intervento l'assessore, a trent'anni esatti dalla strage di Capaci, ha voluto ricordare il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, anch'ella magistrato, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. L'esponente della Giunta ha evidenziato come quella strage voluta dalla mafia abbia segnato l'identità dell'Italia ma anche come non sia stata ancora fatta giustizia, dato che il fenomeno mafioso continua ad avvelenare il Paese, da Nord a Sud, con gangli che si sono radicati in profondità nella nostra società. ARC/MA/pph

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