Cultura: Dante di Guarnerio strumento di promozione cultura Fvg

Mercoledì 15 Settembre 2021


Trieste, 15 set - Lo sviluppo di un progetto come "Il Dante di Guarnerio", che valorizza il manoscritto tardo trecentesco conservato alla Guarneriana tramandando una delle copie più antiche al mondo dell'Inferno di Dante Alighieri, conferma il valore culturale di un'eccellenza del Friuli Venezia Giulia come lo Scriptorium Foroiuliense.

È questo, in sintesi, il messaggio lanciato dall'assessore regionale alle Finanza in occasione della presentazione de "Il Dante di Guarnerio" da parte della Scriptorium Foroiuliense, avvenuta a Roma a Palazzo Montecitorio. L'iniziativa si articola attraverso un progetto interdisciplinare di ampio respiro scientifico che valorizza uno degli esemplari più antichi dell'Inferno dantesco, arricchito da splendide miniature nonché da due commenti, uno in latino, di Graziolo de'Bambaglioli, considerato fra i più importanti glossatori del Poeta, e l'altro, in volgare, composto fra il 1324 e il 1334, un inedito mai prima trascritto né debitamente studiato.

L'assessore ha evidenziato come si tratti di un'iniziativa d'importanza sovranazionale che lo Scriptorium, con il quale la Regione ha un rapporto di proficua collaborazione, sta portando avanti assieme all'amministrazione comunale di San Daniele del Friuli, per far conoscere il grande patrimonio della biblioteca Guarneriana, tra le più antiche di pubblica lettura d'Europa, la quale è un vero gioiello di conoscenza e bellezza, incastonato in una località che, oltre ai prodotti tipici come il rinomato prosciutto, ha molto da offrire anche sotto il profilo culturale. Un'azione che si incardina nel più ampio programma di iniziative avviate o sostenute dall'Amministrazione regionale per tutelare e promuovere la cultura e le tradizioni delle comunità del Friuli Venezia Giulia.

Il Dante Guarneriano consente, inoltre, di far conoscere il poco noto legame tra il Friuli e Dante, dimostrato dall'antico codice friulano della Divina Commedia su bronzo presente nel Duomo di Gemona del Friuli: nel 1423 la comunità di Gemona fece incidere sulla campana per la chiesa maggiore di Santa Maria la prima strofa del canto XXXIII del Paradiso.

Come illustrato dall'assessore si tratta dell'ennesima prova di quante particolarità il Friuli Venezia Giulia abbia ancora da raccontare al mondo attraverso piccoli e grandi gioielli d'arte e di cultura. La Regione continuerà quindi a sostenere progetti e iniziative che hanno un valore inestimabile, perché permettono di far conoscere al mondo ciò che il nostro territorio custodisce e valorizza e allo stesso tempo permette di riscoprire le sue radici culturali, le tradizioni e la sua storia. ARC/MA/gg

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