Strage di cani a Sciacca: il numero degli animali avvelenati sale a 30. Minacce al sindaco

Sabato 17 Febbraio 2018 di Remo Sabatini
Strage di cani a Sciacca, sindaco sotto accusa.

È salito a 30, il numero dei cani uccisi da ignoti, ritrovati a Sciacca, in Sicilia. La macabra vicenda era cominciata il 15 febbraio scorso quando, in Contrada Muciare, zona della cittadina in prossimità della cittadina in prossimità della spiaggia, erano stati rinvenuti 15 cani morti. Adagiati, l'uno accanto all'altro, gli animali erano stati tutti vittime di avvelenamento. La notizia, è inutile sottolinearlo, aveva provocato sdegno ovunque, mondo dei social network compreso. E proprio da quest'ultimo sono partiti una serie infinita di messaggi e commenti a riguardo, molti dei quali indirizzati al Sindaco di Sciacca, Francesca Valenti.

Il primo cittadino è voluto intervenire nel merito: «Un delinquente spregevole - ha scritto - ha avvelenato cani randagi: insulti al Sindaco!». E poi: «Orde di sedicenti amanti degli animali fanno a gara nel lanciare gli strali più avvelentati. Un delinquente spregevole avvelena i cani e coloro che si professano civili, sensibili, indignati, si prodigano ad avvelenare una Regione, una città, una comunità, una persona che non conoscono affatto. In queste ore, prosegue il Sindaco, mi è arrivato di tutto, anche l'augurio di morire insieme ai miei figli. Non sono colpevole e non intendo scusarmi. Ho provato un enorme dispiacere nel vedere la foto della strage che, tuttavia, non avrei potuto immaginare e prevenire. Denuncerò - ha concluso - sia gli ignoti autori del delitto, sia i noti autori degli improperi e delle minacce».

La strage dei randagi di Sciacca, è soltanto l'ultimo di una serie di drammatici episodi simili registrati nella Regione. Tra gli altri, quello del Marzo 2014 avvenuto a Carini, cittadina alle porte di Palermo. Anche allora, si trattò di avvelenamento con 15 i cani morti. Torture e uccisioni ai danni del migliore amico dell'uomo, però, continuano ad accadere in tutto il Paese anche se, il meridione rimane in testa alla poco onorevole classifica, stilata da Aidaa, che vede in testa Calabria, Sicilia e Sardegna. Nel frattempo, le pene previste dalla legislazione italiana, per i responsabili di crimini contro gli animali, continuano ad essere risibili. Spesso, infatti, si traducono in sanzioni pecuniarie o qualche ora di affidamento ai servizi sociali.

Ultimo aggiornamento: 18 Febbraio, 14:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA