Razzo cinese, se fosse caduto negli Usa (o sul Cremlino)? Lo scenario apocalittico

Domenica 9 Maggio 2021 di Riccardo De Palo
Razzo cinese, se fosse caduto negli Usa (o sul Cremlino)? Lo scenario apocalittico

I detriti spaziali del razzo cinese Lunga Marcia (mai nome cadde più a sproposito dopo giorni di panico globale) sono fortunosamente caduti in pieno Oceano Indiano, mancando (doppio colpo di fortuna) le Maldive. Qualcuno, sui social, ha fatto dell’ironia: persino un vetusto vettore fuori uso preferisce andare a morire in Paradiso. Un anno esatto fa, un altro razzo cinese dello stesso tipo era caduto in Africa, senza fare grossi danni, ma alcuni frammenti sono caduti su un vilaggio della Costa d’Avorio, e avrebbero potuto ferire, o uccidere, qualcuno.

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La tesi cinese - La Cina sostiene di avere sempre avuto la situazione sotto controllo, ma (propaganda a parte) è indubbio che questi grossi booster necessari per portare a termine la stazione spaziale di Pechino, devono poter avere un rientro in atmosfera controllato: una volta staccatisi dal razzo principale, la loro orbita deve poter essere calcolata in anticipo, per evitare disastri.

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Un frammento su Washington - Cosa accadrebbe, per esempio, se un frammento di questi missili colpisse una grande città americana, o cadesse proprio su Washington? Di certo, ci sarebbero telefonate concitate tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il suo omologo cinese Xi Jinping, scoppierebbe una crisi diplomatica (ancor peggiore di quella attuale) e si potrebbe anche arrivare alla guerra. Vengono in mente scenari da Dottor Stranamore.

Immaginiamo che altri detriti spaziali possano cadere in Russia o (non sia mai) proprio sul Cremlino: l’alleanza russo-cinese finirebbe all’istante. Un’altra ipotesi (remota ma possibile): e se il booster fosse caduto sulla Corea del Nord? Quanto avrebbe esitato il dittatore Kim Jong-un a fare la voce grossa e magari anche muovere le sue truppe, malgrado la vicinanza con il governo cinese?

 

La Cina è detonatore? - C’è chi sostiene che, tra i vari focolai di conflitti possibili del futuro, la Cina potrebbe proprio fare da detonatore. Le mire cinesi nelle isole contese del Mar Cinese meridionale, la questione di Taiwan (che ancora mira a conservare la propria indipendenza da Pechino), la crisi di Hong Kong, che ha portato la ex colonia britannica allo scontro aperto con il regime cinese e alla crisi della formula “un paese, due sistemi”, la stessa pandemia globale innescata (con ogni probabilità. stando agli scienziati) da un focolaio partito da Wuhan, sono tutte questioni aperte che vanno, col tempo, affrontate e risolte. 

 

 

 

 

Xi Jinping aveva salutato la partenza del razzo lo scorso 29 aprile, rimarcando che la stazione - dal pomposo nome di Palazzo Celeste - è strategica per la «costruzione di una grande nazione di scienza e tecnologia». Ma ora dovrà sicuramente controllare che i prossimi lanci si svolgano in sicurezza, per evitare crisi di dimensioni globali.

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Ultimo aggiornamento: 22:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA