Chiama Uber, ma sale sull’auto sbagliata: studentessa trovata morta 14 ore dopo

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Chiama Uber, ma sale sull’auto sbagliata: studentessa trovata morta 14 ore dopo

di Alix Amer

Samantha Josephson, studentessa universitaria della University of South Carolina, venerdì dopo aver trascorso la serata con amici e coinquilini, ha deciso di chiamare Uber intorno alle 2, così come ha fatto tante altre volte. Ma, molto probabilmente per errore, è salita sull’auto sbagliata: quattordici ore dopo è stata trovata morta in un campo da alcuni cacciatori. «Quello che sappiamo ora è che, in effetti, dopo aver chiamato Uber era in strada ad aspettare l’auto - ha detto il capo della polizia Holbrook - da alcuni filmati visionati, crediamo che abbia semplicemente preso un’altra auto pensando che si trattasse di Uber».

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È stato sempre lui a dover avvisare la famiglia del ritrovamento del corpo di Samantha. «Non c’è nulla di più terribile stare di fronte a una famiglia e spiegare come una persona cara è stata uccisa - ha raccontato - on ci si abitua mai a tutto questo dolore». Ad essere arrestato nel giro di poco tempo è stato Nathaniel David Rowland, 24 anni, con l’accusa di omicidio e rapimento. È detenuto in carcere della Columbia, cittadina degli Stati Uniti, nellos stato della Carolina del Sud. Quando Rowland è stato fermato era in possesso anche di marijuana. La polizia sta interrogando una conoscente di Rowland, che era nel suo veicolo al momento del suo arresto. Il capo della polizia ha poi spiegato che oltre alle telecamere che hanno immortalato il passaggio del 24enne è stato trovato il sangue della studentessa all’interno della sua auto: una prova schiacciante.

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La studentessa entra a bordo dell'auto

L’allarme è stato lanciato venerdì sera dai coinquilini di Samantha quando non l’hanno più vista rientrare. E così hanno aspettato fino alle 13.30 e poi hanno chiamato la polizia. La studentessa scomparsa era stata vista l’ultima volta salire su un veicolo nero. E così mentre la polizia ha avviato le indagini, intorno alle 16, al distretto arriva un’altra telefonata. Questa volta a chiamare è un gruppo di cacciatori di tacchini che in una zona boscosa nella contea di Clarendon, nel sud-est della Columbia, ha raccontato di aver trovato il cadavere di una giovane donna. Era quello di Samantha. La polizia ha fatto scattare le ricerche dell’auto immortalata dalle telecamere accanto a Samantha la sera prima, una volta individuata hanno provato a fermare l’autista che si è dato subito alla fuga, ma è stato arrestato subito dopo. Oltre al sangue della ragazza all’interno dell’auto è stata trovata anche della candeggina, gli sportelli erano stati bloccati.
 
La Cnn ha tentato di contattare Uber sabato, ma la compagnia non ha voluto commentare. I consigli di sicurezza online di Uber spiegano ai clienti «di verificare che la targa, la foto dell’autista e il nome dell’autista corrispondano a quelli elencati nell’app prima di salire in auto». Il padre di Samantha, Seymour Josephson del New Jersey, ha confermato la morte di sua figlia sabato pomeriggio su Facebook. «È con il cuore spezzato che pubblico questo messaggio. Mi mancherà e adorerò la mia bambina per il resto della vita. Samantha non è più con noi... la amo con tutto il mio cuore... Potrei continuare a scrivere di lei ma in questo momento non posso farcela, mi siedo qui e piango guardando la foto e scrivendo questo messaggio», il suo post è stato letto da migliaia di persone, tanti gli studenti che hanno lasciato parole di conforto per la famiglia. Samantha era una vera esperta di scienze politiche, ha detto su Twitter il College of Arts and Sciences: «Le nostre preghiere sono con la famiglia e gli amici di Samantha, e ci uniamo a loro in questo momento di dolore».  Il sindaco della Columbia, Stephen Benjamin, ha dichiarato che “nulla attenua il dolore della perdita di una persona cara, ma ho piena fiducia negli uomini e nelle donne del Dipartimento di polizia».   
 
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Lunedì 1 Aprile 2019, 17:14






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