Scuola, un'odissea tra dad e quarantene: così la burocrazia mette in crisi le famiglie

Giovedì 20 Gennaio 2022 di Veronica Cursi
Scuola, un'odissea tra dad e quarantene: così la burocrazia mette a dura prova le famiglie

Le regole (sulla carta) sono abbastanza chiare. Ma applicarle nella realtà per le famiglie alle prese con casi di Covid a scuola diventa un'impresa pressoché impossibile. E molti studenti finiscono in una Dad dietro l'altra, intrappolati in quarantene infinite. Una situazione che ha portato i genitori di molti bimbi, soprattutto di quelli che vanno alle elementari, a sottoscivere una petizione sulla piattaforma change.org (che ha raccolto 12.500 firme) per chiedere una semplificazione delle norme. Troppa burocrazia da applicare alla "vita reale". E il sistema va in tilt.  E ora dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa arriva una novità sulla possibilità di liberare gli asintomatici dalla quarantena senza tamponi. «Se un alunno è in quarantena in Dad per 10 giorni ed è senza sintomi, è ragionevole farlo tornare a scuola senza tampone», afferma. Siamo di fronte a un ennesimo cambiamento di regole?

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Le regole su contagi e quarantene

NIDI E SCUOLE DELL'INFANZIA. All'asilo e alla materna, ovvero per i bambini da 0 ai 6 anni, le regole sono tutto sommato semplici: con «un caso di positività», si sospende l'attività didattica della classe per 10 giorni, con quarantena di pari durata e test di uscita, molecolare o antigenico, negativo. E fin qui tutto chiaro. 

IL PARADOSSO DEI VACCINATI ALLE ELEMENTARI  Le cose si complicano alle elementari, fino a raggiungere il paradosso quando ci sono due casi positivi in una classe. Con «un solo caso di positività nella classe», infatti, gli alunni restano in presenza ma «si raccomanda di consumare il pasto ad una distanza interpersonale di almeno 2 metri». In questo caso è prevista la «sorveglianza con test antigienico rapido o molecolare da svolgersi prima possibile dal momento in cui si è stati informati del caso di positività e da ripetersi dopo cinque giorni». Ad esempio: appena viene segnalato un caso positivo in classe, i compagni dello studente (o del docente) che ha il Covid devono fare subito il "tampone 0" (T0) e rientrano subito in classe se il risultato è negativo. Dopo altri cinque fanno l’altro test (T5).

Ma che succede se i casi sono due? Ecco che qui  c'è la discrepanza normativa più eclatante ed è quella che riguarda i bambini guariti o vaccinati. Sempre alle elementari, infatti, «in presenza di almeno due casi positivi», si sospende l'attività in presenza e si applica la didattica a distanza per la durata di 10 giorni con quarantena di pari durata e test in uscita. E questo vale per tutti. Anche per chi è vaccinato o è appena guarito. 

La cosa che non torna però è che una circolare del 30 dicembre scorso cancella la quarantena per chi ha superato l’infezione, ha completato il ciclo vaccinale da meno di 120 giorni o ha già ricevuto l’iniezione booster. E allora perché i bambini con due dosi (o che hanno appena avuto il covid) devono fare Dad, quarantena e tampone di rientro? Tenendo come riferimento quella norma, le famiglie ritengono che i bambini immunizzati siano «liberi» anche se si trovano a stretto contatto un compagno positivo e se per l’intera classe scatta la didattica a distanza.  In realtà oggi nelle scuole si applicano il decreto-legge del 7 gennaio 2022 e la circolare diramata il giorno successivo. E l’indicazione è opposta a quella stabilita solo una settimana prima. Quando emergono due o più contagi in una classe della primaria, i compagni vaccinati con due dosi o guariti non solo devono stare a casa, ma rispettare anche la quarantena.

MEDIE E SUPERIORI - Alle medie e superiori, le norme cambiano ancora. In presenza di un caso di positività nella classe, la didattica prosegue in presenza, con l'obbligo di indossare mascherine FFP2 almeno per 10 giorni, ma «si raccomanda di non consumare pasti a scuola a meno che non possa essere mantenuta una distanza interpersonale di almeno due metri». Dai due positivi in classe in poi «le misure previste sono differenziate in funzione dello stato vaccinale». Gli alunni che non abbiano concluso il ciclo vaccinale primario, che lo abbiano concluso da più di 120 giorni, che siano guariti da più di 120 giorni e ai quali non sia stata somministrata la dose di richiamo, andranno in Dad per 10 giorni (con quarantena della durata di 10 giorni e test di uscita negativo per rientrare). Gli studenti che hanno concluso il ciclo vaccinale primario, che siano guariti da meno di 120 giorni o che abbiano ricevuto la dose di richiamo, non andranno in Dad ma potranno proseguire in presenza con l'obbligo di indossare FFP2 per almeno 10 giorni.  La misura sanitaria è «l'auto-sorveglianza». Dunque, a differeneza delle elementari, i vaccinati o i guariti non fanno Dad nè quarantena. L'attività didattica è sospesa con almeno 3 casi di positività in classe e si applica la didattica a distanza per 10 giorni.

Dad e vaccinazioni "in scadenza"

Che succede se alle medie o alle superiori ci sono ragazzi in scadenza della "validità" della seconda dose? Cioè sono in scadenza i 120 giorni che permettono di andare "in presenza" anche con due casi di positività in classe ma, per problemi di slot ìndisponibili, dovranno attendere settimane per fare la terza dose?.  Ci sono ragazzi che in questi giorni stanno andando in presenza ma ai quali nei prossimi giorni valicheranno i 120 giorni dalla vaccinazione e dovranno quindi andare in dad, magari ritornando in presenza dopo un paio di giorni perché nel frattempo riusciranno (forse) a fare la terza dose.

 Il rientro in classe fra tampone negativo e certificato medico

C'è poi un problema che riguarda tutti gli alunni (asilo, elementari, medie e superiori). Il rientro a scuola è infatti possibile non solo attraverso l'esibizione del test negativo, ma con un certificato medico che attesti l'avvenuta guarigione. Un passaggio che ha una ragione medico/giuridica (sono un medico può certificare la validità/veridicità di un attestato di negatività). Un ulteriore complicazione per i genitori e per i pediatri già subissati di lavoro in questi giorni perché o certificati, spesso, arrivano in ritardo e si perdono altri giorni di lezione. 

«Niente test dopo 10 giorni per asintomatici»

Proprio oggi dal sottosegretario alla Salute, Andrea Costa arriva una novità «sulla possibilità di liberare gli asintomatici dalla quarantena senza tamponi, il mio ragionamento riguarda soprattutto la scuola: se un alunno è in quarantena in Dad per 10 giorni ed è senza sintomi, è ragionevole farlo tornare a scuola senza tampone; anche le evidenze ci dicono che questo è un ragionamento su cui vale la pena fare un approfondimento e alleggerirebbe molto il territorio e le scuole da un sovraccarico di lavoro. Vale la pena fare un approfondimento».

 

Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio, 07:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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