Captati sconosciuti segnali radio intermittenti, provengono dal centro della galassia:

Martedì 12 Ottobre 2021 di Raffaele Alliegro
Captati sconosciuti segnali radio intermittenti, provengono dal centro della galassia:

Quando gli astronomi dell'Università di Sydney hanno visto i primi risultati delle loro "osservazioni" sono rimasti di stucco. Misteriosi segnali radio provenivano proprio dal centro della Via Lattea, la nostra galassia. E indicavano l'esistenza di un “qualcosa”mai visto prima: un oggetto che emanava segnali irregolari con frequenza apparentemente casuale. Dopo una serie di studi successivi gli scienziati sono arrivati alla conclusione che dovrebbe trattarsi di una classe di oggetti stellari ancora sconosciuta, con caratteristiche tutte da definire, che potrebbero indicare nuovi  traguardi alla ricerca scientifica.

 

La scoperta è stata fatta con il sistema di radioteloscopi Askap, dal deserto dell'Australia occidentale, a circa 800 chilometri a nord di Perth. «Abbiamo captato i segnali con Askap per trovare nuovi oggetti con un progetto noto come Variables and slow transients (Vast) per tutto il 2020 e parte del 2021», ha affermato la professoressa Tara Murphy dell'Istituto di astronomia dell'Università di Sydney in una dichiarazione riportata dal Mail Online: «Indagando verso il centro della galassia, abbiamo trovato Askap J173608.2-321635, che prende il nome dalle sue coordinate. Questo oggetto è unico in quanto inizialmente era invisibile, poi diventava luminoso, svaniva di nuovo e riappariva. Un comportamento che si può definire straordinario». Secondo gli scienziati, riporta sempre il Mail Online, l'intero gruppo di segnali rilevati suggerisce l'esistenza di una nuova classe di oggetti stellari con caratteristiche insolite. Il segnale radio, che è stato intercettato per 17 volte in meno di due anni, si accende e si spegne a intervalli irregolari per settimane prima di sparire all'improvviso. Si tratta di un comportamento mai rilevato prima negli oggetti spaziali conosciuti.

I ricercatori hanno comunque immediatamente provveduto a spegnere possibili fiammate di facili entusiasmi: non si tratta di alieni. Murphy ha infatti spiegato che questi segnali radio non possono provenire da altre forme di vita nello spazio: «Hanno molte proprietà che indicano la loro provenienza da qualcosa di astronomico. Ad esempio, si tratta di una banda larga, copre cioè una gamma molto ampia di frequenze e quindi non può essere generata da una sorgente artificiale».

Sempre il Mail Online ha riportato che l'autore principale del rapporto che descrive nel dettaglio i risultati della ricerca ha affermato di non aver mai visto nulla di simile. Spiega Ziteng Wang dell'Università di Sydney: «La luminosità dell'oggetto varia notevolmente e il segnale si accende e si spegne apparentemente in modo casuale. All'inizio abbiamo pensato che potesse essere una pulsar, cioè un tipo molto denso di stella morta rotante, oppure un tipo di stella che emette enormi brillamenti. Ma i segnali di questa nuova fonte non corrispondono a quello che ci si aspetta da questo tipo di oggetti celesti».

La speranza, però, è che il mistero non sia destinato a durare. I futuri sforzi di comprensione del fenomeno saranno con ogni probabilità affidati a un nuovo radiotelescopio, il più grande del mondo, in fase di realizzazione tra l'Australia e il Sudafrica con sede a Jodrell Bank, nel Regno Unito: lo Square kilometer array (Ska). «Il radiotelescopio transcontinentale Square kilometer array entrerà in funzione entro il prossimo decennio», sostiene Murphy: «Ci aspettiamo che la sua potenza aiuti a risolvere misteri come quelli legati a quest'ultima scoperta. Ma è certo che aprirà anche nuove aree del cosmo all'esplorazione dello spettro radio».

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