Le rotte degli uccelli migratori decrittate grazie ad un chip, ecco come si adattano ai mutamenti climatici

Domenica 4 Aprile 2021 di Marina Valensise
Le rotte degli uccelli migratori decrittate grazie ad un chip, ecco come si adattano ai mutamenti climatici

Non bisogna essere creazionisti per inchinarsi di fronte alle meraviglie della natura. Un ornitologo americano, che studia gli uccelli da quando era bambino, racconta le ultime sensazionali scoperte in tempi di surriscaldamento climatico. Educato all'autogoverno e dunque ligio all'etica della divulgazione, Scott Weidensaul, 62 anni, coltiva anche una certa vena narrativa, da finalista al Premio Pulitzer. Rievoca infatti la missione al Parco di Delani, un'area di 2 milioni e 400 mila ettari in Alaska, a 380 chilometri a Nord di Anchorage, che ospita 167 specie di uccelli, fra aquile, girifalchi, tordi, e 39 specie di mammiferi, come orsi bruni e alci.

Carico di reti e pali in alluminio, eccolo arrancare su pendio, con un ornitologo scozzese, un geografo e il direttore dell'Istituto Audubun fino a un boschetto di salici coperto di mirtilli rossi e licheni di renne in quella mini tundra dove i passi affondano in un groviglio di betulle. A un certo punto, scoprono le pernici bianche, Lagopus muta, simbolo dell'Alaska, cacciate per le carni pregiate, visto che pesano fino a mezzo chilo, mentre alcuni uccellini neonati esplodono in tutte le direzioni fra gli strepiti della mamma gallo cedrone, e gli alci brulicano su un prato pieno di aconiti e speronelle, coi loro fiori viola frastagliati come le guglie di un'alga. In realtà, sono in cerca dei tordi, da bloccare con le reti e le esche di mughetto per fissargli sulla schiena un minuscolo geo localizzatore e registrarne il volo dall'Alaska al Sudamerica e ritorno.

 


Ai primi dell'Ottocento, John James Audubon, il grande naturalista pittore, fasciava le zampette degli uccellini con dei fili argentati, sperando di incontrarli di nuovo. Il sistema delle fascette numerate è stato applicato nell'ultimo secolo a sette milioni di germani reali, di cui un milione e due recuperate dai cacciatori, e ha permesso di raccogliere dati importanti ma approssimativi. Sui 4312 tordi dalle guance grigie fasciati in Alaska, su un totale di 82 mila, ne sono stati rintracciati solo tre, il primo vicino a dove era stato fasciato, il secondo a Nord dell'Illinois, il terzo mentre puntava sulla Georgia. Da quando però è entrata in gioco la tecnologia miniaturizzata, i risultati sono diventati entusiasmanti.

I tordi dalle guance grigie, anche se pesano appena 30 grammi, migrano ogni anno dalle foreste di conifere e dai boschi dell'Alaska e del subartico Canadese in Sud America: alcuni attraversano con un unico salto di 600 miglia il Golfo del Messico, altri seguono il dito della Florida e sorvolano i Caraibi. Grazie a dispositivi di una frazione di grammo, oggi è possibile tracciare le rotte effettive degli uccelli migratori, e capire come le varie specie si adattino ai cambiamenti dovuti alla deforestazione e al surriscaldamento globale. Ma la cosa strabiliante è il miracolo della fisiologia che attivando muscoli speciali permette a questi minuscoli esseri viventi di sorvolare il globo per decine di migliaia di miglia, affrontando tempeste di venti trasversali, senza mai toccare terra. E ancora più meraviglioso è il loro sistema di orientamento, fondato sulla visualizzazione del campo magnetico planetario attraverso la così detta azione spettrale che collega al livello più profondo due particelle create nello stesso istante, indipendentemente dalla distanza in cui si trovano. Così, secondo la teoria dell'entanglement quantistico, che avviene nello spazio attraverso milioni di anni luce, ciò che accade su scala infinitesimale dentro l'occhio di un uccello produce la misteriosa capacità di usare il campo magnetico terrestre: le lunghezze d'onda di luce blu colpiscono infatti l'occhio di un uccello migratore e, come una tavolozza di segnali chimici variabili distribuiti su coppie di elettroni a specchio, gli permettono di costruire la mappa di campi geomagnetici che attraversa in volo.

 


 

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