Coronavirus, diecimila scienziati bocciano l'ipotesi del Nobel Montagnier: «Il virus non è nato in laboratorio»

Martedì 21 Aprile 2020

Diecimila scienziati bocciano l'ipotesi del Nobel Luc Montagnier, secondo la quale il nuovo coronavirus sarebbe nato in un laboratorio a Wuhan. «Falsa e infondata», sostiene la Federazione Italiana Scienze della Vita (Fisv), che riunisce 16 società scientifiche per un totale di quasi 10.000 scienziati. Per evitare fake news, come quelle incoraggiate dalle dichiarazioni di Montagnier, i ricercatori invitano a «non prendere automaticamente per oro colato quello che viene da un premio Nobel semplicemente perché ha questo titolo, anche perché questo particolare Nobel da molti anni sostiene bufale scientifiche e getta discredito sulla scienza sana».

Coronavirus, il nobel Montagnier: «Manipolato in laboratorio e rilasciato a Wuhan per sbaglio»

La Fisv rileva in una nota che l'ipotesi di Montagnier «si fonda su una ricerca indiana pubblicata su un sito non filtrato da revisori scientifici e ritirata «perché la comunità scientifica ne aveva immediatamente segnalato le falle», e su un articolo pubblicato su «una rivista cosiddetta predatoria, di quelle che pubblicano qualsiasi cosa purché gli autori paghino laute cifre». 

Coronavirus-Cina, Merkel chiede trasparenza. Pechino replica a Trump: «Il nemico è il virus, non noi»

Coronavirus, a Wuhan pazienti positivi curati con il sangue dei guariti

Coronavirus, Sars, Ebola: ecco perché i virus nascono dai pipistrelli (e non in laboratorio)

 Secondo Montagnier, si legge nella nota, il virus Sars-CoV-2 sarebbe il risultato di una sperimentazione che avrebbe generato un virus ibrido con il virus dell'Hiv responsabile dell'Aids. L'ipotesi «ha fatto rapidissimamente il giro d'Italia sui social ed è stata riportata su telegiornali, quotidiani locali e nazionali, alimentando facilmente il sospetto che la ricerca abbia prima fatto il danno e poi nascosto la mano», osservano i ricercatori. Si tratta però di un'ipotesi «di fatto interamente falsa ed infondata», rilevano, e l'analisi delle sequenze genetiche del nuovo coronavirus conferma che si tratta di «una naturale evoluzione e non di una ricombinazione in provetta. Le brevi sequenze codificate anche nel genoma dell'Hiv si sono generate per caso, come dimostra il fatto che si ritrovano in numerose proteine di mammiferi, insetti, batteri, e virus». 

Ultimo aggiornamento: 22 Aprile, 03:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci