Stomaco asportato per errore: chirurgo condannato a 2 anni di carcere

Martedì 6 Ottobre 2020
Milano, stomaco asportato per errore: chirurgo condannato a 2 anni di carcere

Aveva asportato a una donna lo stomaco «per errore» dopo una «diagnosi di tumore maligno» ritenuta «totalmente sbagliata». La paziente in realtà soffriva di un'ulcera gastrica e sarebbe guarita con una semplice terapia farmacologica. Per questo un chirurgo della Multimedica di Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, è stato condannato a 2 anni di carcere per lesioni colpose gravissime. A deciderlo è stato oggi il giudice di Monza Angela Colella che ha disposto per Valerio Ceriani, il primario che nell'aprile 2016 aveva effettuato l'intervento come primo operatore, anche l'interdizione dall'esercizio della professione sempre per 2 anni. 

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Inoltre il medico, in solido con il responsabile civile Multimedica spa dovrà versare una provvisionale di 300 mila euro alla signora e di 20 mila euro al marito. Assolta invece la dottoressa che era stata secondo operatore. «È stata fatta giustizia - ha commentato l'avvocato Francesco Cioppa, legale della signora - affermando la straordinaria gravità della condotta posta in essere dal primario che l'ha operata e l'estrema gravità del danno, soprattutto esistenziale, subito dalla mia cliente».

Stando alla ricostruzione del pm monzese Alessandro Pepè, la signora, allora 53 anni, madre di tre figli e con un lavoro nel campo della ristorazione, per circa dieci mesi, dopo l'intervento di gastrectomia totale del 4 aprile del 2016, perse 30 chili e non riuscì più ad avere una vita normale. Anche ora si porta dietro una «malattia certamente o probabilmente insanabile», la perdita di un organo. La donna, come si legge negli atti dell'inchiesta, diede sì il «consenso informato» a quell'asportazione per una «diagnosi di tumore maligno dello stomaco» priva però «di qualsiasi riscontro». Dal canto suo, invece, il gruppo ospedaliero MultiMedica ha sempre affermato che «fin dall'inizio, il chirurgo ha sostenuto con la nostra struttura sanitaria di essere intervenuto su un organo malato, nel primario interesse della paziente e nel pieno rispetto di tutte le regole della scienza medica».

Il Tribunale ha però condiviso l'ipotesi dell'accusa e della signora. «Ridotta ormai ad uno scheletro vivente, il 19 aprile» di quattro anni fa «venni dimessa e rimandata a casa», aveva messo nero su bianco nella sua denuncia, dove ha spiegato passo dopo passo come si arrivò da un incidente stradale nel quale rimase coinvolta a fine marzo di quell'anno, che le lasciò sintomi vari come nausea e altri malesseri, fino al ricovero alla struttura ospedaliera alle porte di Milano e poi all'operazione in cui le venne tolto lo stomaco per errore, come hanno acclarato anche i consulenti della Procura e pure l'esito negativo dell'esame dell'esame istologico. Entro 90 giorni saranno depositate le motivazioni del giudice, e non si esclude un secondo round in appello.

Ultimo aggiornamento: 19:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA