Radioterapia guasta a Genova, i pazienti andranno a Savona con un pullmino

Mercoledì 11 Dicembre 2019

Il reparto di radioterapia oncologica dell'ospedale San Martino di Genova è in tilt a causa di guasti ai macchinari e i pazienti sono costretti a trasferirsi nel nosocomio di Savona con un pullmino messo a disposizione dall'ospedale. I primi lo faranno lunedì prossimo. È la decisione assunta dalla direzione del policlinico per fronteggiare lo slittamento delle cure per pazienti che in alcuni casi non possono rinviarle. Ieri il presidente della Regione Giovanni Toti aveva parlato di «situazione inaccettabile» e con l'assessore alla Sanità Sonia Vale aveva deciso di convocare i dirigenti per capire come sia potuto accadere.

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Oggi è stato spiegato che quasi la metà dei macchinari per la radioterapia in Liguria, al servizio di 6.000 pazienti oncologici, «ad oggi è vetusto», come il motore mal funzionante di una vecchia Fiat Cinquecento quando servirebbe quello super affidabile di una Ferrari. A causa di macchinari andati in tilt, negli ultimi mesi una cinquantina di pazienti erano già stati costretti a recarsi a Savona, e da lunedì se ne aggiungeranno altri 8 al giorno. La situazione è stata descritta dal commissario dell'Azienda ligure sanitaria della Regione Walter Locatelli, che ha fatto un punto della situazione dopo le polemiche.

I guasti coinvolgono San Martino e Galliera e hanno già costretto a trasferire il percorso di cura di una cinquantina di pazienti negli ultimi mesi da Genova a Savona. Nell'Asl 1 (Imperia) ci sono due acceleratori lineari vetusti in corso di sostituzione, nell'Asl 2 (Savona) due acceleratori 'nuovì acquistati tre anni fa, nell'Asl 3 (Genova) sette macchinari, di cui quattro all'ospedale San Martino (tre acceleratori lineari di cui uno è fermo da marzo scorso e una tomoterapia funzionante) e tre all' ospedale Galliera che ha tre acceleratori di cui uno fuori uso e uno che «fa le bizze», nell'Asl 4 (Tigullio) non ci sono macchinari e nell'Asl 5 ci sono due acceleratori di cui uno vecchio. «Un parco tecnologico molto vecchio che ha costretto la Giunta Toti a stanziare l'anno scorso 25 milioni per il rinnovo senza aspettare i fondi nazionali che saranno stanziati nella primavera 2020» commenta Locatelli. «La concomitanza di alcuni fatti imprevisti ha creato disagi» ammette Locatelli.

Ma di chi è la colpa? «Ci siamo trovati in mano una Cinquecento e appena è stato possibile abbiamo cercato di rinnovarla» replica puntando il dito contro «la burocrazia» nelle gare d'appalto per le grandi apparecchiature. Oggi il costo di una tomoterapia si aggira attorno ai 6 milioni, un acceleratore lineari 1,8 milioni. Come contromisure, Alisa mette a disposizione l'ospedale di Savona, il reparto di radioterapia del San Martino resterà aperto tutti i giorni fino alle 20 e con ore aggiuntive il sabato e sono in corso interventi di ripristino negli ospedali genovesi. Al San Martino il 23 dicembre scadrà il termine per l'offerta d'acquisto di una nuova tomoterapia in sostituzione del acceleratore lineare non funzionante, mentre la gara per un nuovo acceleratore è in corso di pubblicazione. Secondo Locatelli ci vorranno almeno tre anni per rinnovare l'intero parco tecnologico per la radioterapia in Liguria.

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