Tumore, primo cervello operato con il robotiscopio, exploit mondiale di Milano Come funziona

Martedì 22 Settembre 2020
Tumore, primo cervello operato con il robotiscopio, exploit mondiale di Milano Come funziona

A "guidare" è sempre l'uomo - soprattutto quando si tratta di salvare una vita - ma sempre di più con l'aiuto di un robot non incline a tremolii, stanchezza e stress. All'ospedale San Raffaele di Milano, per la prima volta al mondo, è stato eseguito un intervento neurochirurgico di rimozione di un tumore al cervello usando un robotiscopio, cioè un microscopio- robot che permette di visualizzare in 3D e viene controllato completamente da remoto grazie ai movimenti della testa del chirurgo.
 

Tumore al cervello operato con il robotiscopio


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L'operazione, come rende noto l'ospedale, è stata eseguita nei giorni scorsi dalla squadra guidata da Pietro Mortini, primario di Neurochirurgia. La paziente è una donna cui era stato diagnosticato un meningioma, tumore benigno che rappresenta circa il 15-20% di quelli cerebrali e colpisce prevalentemente le donne di mezza età. La donna ora sta bene ed è stata già dimessa dall'ospedale.
 

Muore a 18 anni per un tumore al cervello: "Ha combattuto da guerriera"

Nicole aveva da poco compiuto 18 anni e tanta voglia di vivere ma la malattia l'ha uccisa. Nicole Rebuffo, studentessa di terza all'istituto Grandis di Cuneo aveva scoperto di avere un tumore al cervello, non si è mai voluta arrendere al male e ha sempre lottato come una guerriera ma alla fine non ce l'ha fatta.


L'operazione è durata poco più di un'ora ed è stata possibile grazie a questa nuova tecnologia, appena arrivata in Italia al San Raffaele, composta da un braccio robotico ad alta precisione, alla cui estremità è montato un gruppo di telecamere che trasmettono immagini tridimensionali in tempo reale, e un casco che viene indossato dal chirurgo con 2 microschermi incorporati per la visualizzazione del campo operatorio e la gestione remota del sistema robotico.

Il chirurgo con piccoli e semplici movimenti della testa può così impartire i comandi al braccio robotico grazie a dei sensori di posizione ed accelerometri contenuti nel casco che indossa. «Con il robotiscopio - spiega Mortini - Il chirurgo può agire in maniera continuativa senza interruzioni per regolare gli ingrandimenti e la messa a fuoco grazie alla speciale tecnologia che consente di modificare tutte le impostazioni dell'apparecchio con semplici movimenti della testa, che vengono tramutati in movimenti del braccio robotico e delle telecamere tridimensionali ad alta risoluzione». Il campo di applicazione di questa nuova tecnologia, conclude, «sarà tutta la neurochirurgia con una notevole riduzione dei tempi dell'operazione, una maggior precisione, il tutto a vantaggio dei pazienti». 

Ultimo aggiornamento: 19:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA