Il diabete può rubare fino a 8 anni di vita

Mercoledì 23 Settembre 2020

Il diabete ruba anni di vita: quasi 8 sono infatti gli anni di vita persi in media da una persona con diabete di tipo uno e quasi 2 quelli perduti in media da un diabetico di tipo 2 rispetto alla popolazione generale. Lo suggerisce uno studio di Mike Stedman del Res Consortium di Andover e Adrian Heald della University of Manchester, presentato quest'anno alla prima edizione virtuale del Meeting Annuale della European Association for the Study of Diabetes (EASD).  Gli esperti hanno considerato 6.165 medici di medicina generale per un totale di 41,3 milioni di assistiti dei quali 217.000 erano inseriti nel registro per il diabete di tipo 1 e 2,5 milioni nel registro per il diabete di tipo 2. Hanno considerato un'età media di 42,8 anni per un paziente con diabete di tipo 1 e stimato con un modello matematico una speranza di vita di 32,6 anni (per un totale di 75,4 anni) per questo paziente, contro una speranza di vita di 40,2 anni (83 anni la speranza di vita alla nascita) per un coetaneo non-diabetico, quindi una perdita media di 7,6 anni di vita a causa del diabete di tipo 1.

Coronavirus, così può far insorgere il diabete anche in un giovane

Per i diabetici di tipo 2, invece, partendo da un'età media di 65,4 anni il modello stima una speranza di vita di 18,6 anni (aspettativa di vita alla nascita di 84 anni), contro una speranza di vita di 20,3 per un coetaneo non diabetico (speranza di vita alla nascita di 85,7 anni), e una perdita di 1,7 anni in media per un diabetico di tipo 2. La speranza di vita si riduce ulteriormente se il controllo glicemico a lungo termine dei pazienti non è ottimale. «I dati di questo studio - commenta il presidente eletto della Società Italiana di Diabetologia Agostino Consoli della Università degli Studi G. d'Annunziodi Chieti - Pescara - mandano un messaggio chiaro: nella persona con diabete, il buon controllo della glicemia allunga la vita». Ciò ancor più valido oggi, in quanto abbiamo a disposizione farmaci innovativi che permettono di raggiungere un ottimo controllo metabolico con minimo rischio di ipoglicemia e senza aumentare di peso. Si noti - continua l'esperto - che lo studio è stato condotto e sviluppato prima della pandemia COVID-19: oggi abbiamo dati che documentano come tra le persone con diabete che contraggono la malattia le probabilità di un esito negativo dell'infezione siano molto maggiori se il controllo metabolico non è buono. Quindi, anche nei diabetici che contraggono l'infezione da SARS-CoV-2 il buon controllo metabolico può salvare la vita», conclude Consoli. 

Ultimo aggiornamento: 13:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA