Covid, scoperte 2 nuove varianti negli Usa. I virologi: «Derivano da quella inglese»

Mercoledì 20 Gennaio 2021
Covid, scoperte 2 nuove varianti negli Usa. I virologi: «Derivano da quella inglese»

Nuova variante Covid scoperta negli Stati Uniti: al momento i nuovi positivi sono stati registrati sia in California che in Florida, mentre la nuova variante è stata isolata e i ricercatori la stanno studiando. Secondo il Daily Mail, la nuova variante del coronavirus è forse mutata in un singolo paziente inglese - dalla condizioni particolarmente critiche - da cui il virus sarebbe stato costretto ad adattarsi, modificando il proprio codice genetico.

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Lo studio

Al momento se ne stanno occupando i ricercatori dell'Università dell'Arizona, che hanno tracciato i genomi di oltre 50 ceppi - presenti negli Stati Uniti - e ne hanno stabilito la genealogia per capire quale sia stata la prima a diffondersi. Il risultato è che sono stati individuati due focolai, risalenti rispettivamente al 6 e al 23 novembre scorso. I ricercatori hanno scoperto che tutti i casi della California condividono un'altra mutazione minore, che si osserva solo nell'1,2 per cento dei casi presenti in Europa. Questo, dicono gli scienziati, indica un singolo evento introduttivo, probabilmente causato da un viaggio internazionale, originando il primo focolaio californiano. Una tendenza simile è stata osservata anche in Florida, dove le sequenze della nuova variante Covid ha delle affinità con quella del Regno Unito.

 

 

La trasmissibilità

Le autorità britanniche affermano che la variante inglese è fino al 70 per cento più contagiosa anche se in California, tra il 27 dicembre e il 2 gennaio, solo lo 0,4 per cento dei casi erano riconducibili al nuovo ceppo. Un dato che - in un arco di tempo simile - arrivava all'1,2 per cento in Inghilterra. Questo suggerisce che la nuova variante "americana" possa essere leggermente meno virulenta rispetto al suo epicentro originale in Inghilterra. Invece, la variante della Florida sembra essere più rapida nel diffondersi: i ricercatori hanno infatti evidenziato due dati importanti. Il primo è la variante Covid rappresenta - dopo 34 giorni dal primo contagio - lo 0,7% della popolazione positiva al virus; mentre in Gran Bretagna l' "antenata" variante inglese era dello 0,1% nello stesso arco di tempo. Il secondo dato importante è che questo secondo ceppo sembra essere più giovane rispetto a quello californiano.

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Le mutazioni

Lo studio - ovviamente - deve ancora essere sottoposto ad alcune verifiche, ma sembra il dottor Susan Hopkins, della Public Health England (Phe) lo scorso dicembre ha rivelato che le varianti - di per sé - non sono necessariamente più letali, anche se sono molto frequenti. Non per questo bisogna abbassare la guardia, visto che alcune possono garantire una maggiore probabilità di sopravvivenza del coronavirus: è quello che è successo con la variante inglese, nota già da diversi mesi. Una mutazione della proteina spike - che sporge dalla superficie della particella virale, permette al virus di attecchire meglio e più velocemente. Questa mutazione csi chiama N501Y, ed è stata ritrovata anche sulle varianti sudafricane e brasiliane.

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