L'attrice e regista Susy Laude: «Una costellazione di cicatrici, ecco il diario di bordo del mio corpo»

Giovedì 11 Novembre 2021 di Susy Laude
L'attrice e regista Susy Laude: «Una costellazione di cicatrici, ecco il diario di bordo del mio corpo»

Se il mio corpo avesse un diario di bordo, i punti annotati del mio viaggio, nel favoloso mondo dei dolori interiori e esteriori, sarebbe una costellazione di incidenti più o meno dolorosi.

La mia nascita è avvenuta durante un terremoto, quando si dice che il tuo destino è già segnato. Il primo dolore che la mia mente ricorda, sono i tre punti sulla mia guancia destra, un morso del cane di mia madre, camminavo a gattoni e lui non era molto simpatico. Lo trovarono affogato nella piccola piscina della raccolta piovana che avevamo in giardino, anche il suo di destino evidentemente era segnato, ma se pensate che sono stata io, beh ero troppo piccola per commentare un “canicidio”.

La cicatrice più favolosa che ho è quella sul ciglio sinistro, altri 5 punti, sono finita a sei anni con un Riva Acquarama sugli scogli dell’isola del Garda: il Riva è una barca meravigliosa, peccato che il suo volante azzurro cielo è durissimo e questo l’ho vissuto da vicino avendo sbattuto la fronte proprio su quel volante, quella fu la prima volta che capii il dolore degli altri guardando mio padre piangere davanti alla mia maschera di sangue; la barca è affondata ma io ricordo solo il gelato grandissimo che mangiai uscita dal pronto soccorso. Con l’adolescenza è andata molto meglio: legamenti e menischi spappolati durante un’amichevole prima del campionato per una ginocchiata dell’avversaria e io che dopo dieci anni di agonismo di sci pensavo che la pallavolo fosse uno sport più tranquillo. Segue un incredibile incidente in motorino in cui una signora, non molto avvezza alla guida, ha pensato bene di investirmi con la sua auto passandomi sopra con le due ruote, aprendo gli occhi pensavo di essere all‘inferno, invece ero solo sotto la macchina e quelli che vedevo erano solo i tubi neri dello scarico, la signora convinta di tirarmi fuori ripartì con la macchina, io vedevo le ruote avvicinarsi al viso, peccato che il mio casco era incastrato (io ero l’unica a portare il casco all’epoca non era d’obbligo) fu fermata dall’autista di un pullman: risultato solo una clavicola rotta. Lo zoccolo del dottore sul sedere per rimettermi a posto l’osso e il busto di un mese non sono stati niente confronto allo zoccolo del cavallo che mi ha dato un calcio, l’ho preso per proteggere una bimba che si era messa proprio dietro, perché dietro ad un cavallo non si deve andare mai mi ripetevo nella mente mentre volavo in aria, risultato 3 costole storte.

“Parto naturale asciutto” e ho detto tutto. Vorrei dilungarmi nel raccontare come ho trovato un dottore magico, ma diciamo che è successo, ho trovato un dottore che sa leggere le costellazioni dentro ognuno di noi e riesce a rimettermi in carreggiata. Mi fa il collaudo, esatto non saprei dirlo in altre parole, il nostro corpo ci parla si ricorda e io ho trovato un dottore che lo ascolta lo cura, lo rimette in asse. Non dimentichiamoci che tutto è connesso nel nostro corpo e le cicatrici i traumi non vanno dimenticati bensì accarezzati e ricordati e il nostro scheletro la nostra carne si riassesta beh, per la mente diciamo che quello è un altro viaggio per non parlare delle cicatrici del cuore. «I bambini mostrano le cicatrici come medaglie. Gli amanti le usano come segreti da svelare. Una cicatrice è ciò che avviene quando la parola si fa carne», diceva Leonard Cohen.

*attrice e regista

Ultimo aggiornamento: 16:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA