Cinque passi nella neve: dalle racchette agli sci da fondo, dal fuoripista allo slittino

Giovedì 9 Dicembre 2021 di Stefano Ardito
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La neve è arrivata, sulle Alpi e sull’Appennino. Dalla Valle d’Aosta al Friuli, dall’Emilia alla Calabria, boschi e valli imbiancati attendono gli appassionati dei monti. Le prime stazioni invernali hanno aperto a novembre, le altre le seguiranno a breve. E mentre migliaia di sciatori, dopo un inverno di stop a causa del Covid-19, si preparano per le piste, altri appassionati sono pronti a camminare con le ciaspole, o a praticare scialpinismo e fuoripista. «Per chi d’inverno si sposta dalla città alla montagna, per una settimana o poche ore, il primo problema per la salute è il freddo» spiega Michelangelo Giampietro, medico dello sport. «Anche se ci si limita a brevi passeggiate bisogna respirare con il naso. Con la bocca si rischiano raffreddori o mal di gola». Il boom delle ciaspole è facile da spiegare.

L’attrezzatura costa poco, si cammina nella natura, non c’è una tecnica difficile da imparare. «Alle mie escursioni arriva un pubblico sempre più giovane, con molti ragazzi e ragazze. È una bella notizia» racconta la guida alpina Giampiero Di Federico. Anche se le ciaspole sono facili da usare, chi le calza s’inoltra in un ambiente che richiede rispetto. La neve abbondante può formare slavine, se c’è ghiaccio si deve tornare indietro. Gli inesperti devono rivolgersi alle guide alpine o al Club Alpino Italiano.

Con le racchette nei boschi

Il vestiario dev’essere adatto al freddo e all’umido, con la possibilità di togliere o aggiungere uno strato, ai piedi occorre avere scarponi e non i leggeri moon-boot. Fondamentali un berretto e un paio di guanti di riserva, un po’ di cibo e bevande (meglio se calde), non partire dopo un pasto abbondante. Lo sci di pista negli ultimi anni è cambiato. Gli sci larghi consentono di curvare facilmente, e invitano ad andare veloci.

In velocità sulle discese

La ginnastica presciistica, che palestre e sci club proponevano già in autunno, è un ricordo del passato. «Invece la ginnastica ci vuole. Prima di partire per la montagna bisogna mettersi in forma. Ogni giorno, prima di calzare gli sci, ci vogliono stretching, corsa sul posto, se possibile un po’ di cyclette» ribadisce il dottor Michelangelo Giampietro. Quest’anno le regole del Covid-19 impongono il Green Pass sulle funivie, sulle cabinovie e nei rifugi. I pericoli per chi è impreparato, invece, sono sempre gli stessi. Chi non si riscalda rischia strappi o stiramenti, chi continua a sciare quando è stanco («facciamo un’ultima pista, dai!») rischia cadute pericolose. Partire caldi e smettere presto sono regole senza tempo.

Sci da fondo

Lo sci da fondo, che lo si pratichi al Terminillo o ad Asiago, è uno sport faticoso e completo. Impegnativo per i muscoli delle gambe, fa lavorare tutto il corpo, comprese le braccia che devono spingere lo sciatore. Gli sci sono stretti e leggeri, gli attacchi bloccano la punta della scarpa, i bastoncini sono lunghi. La tecnica del passo alternato, adatta per i neofiti, si apprende facilmente, chi preferisce il passo pattinato fa bene a prendere delle lezioni. Rispetto allo sci di discesa, per evitare dolori e strappi, è ancora più necessario dedicarsi alla corsa, alla cyclette o allo stretching prima di partire sugli sci. Il rischio di incidenti è basso, ma attenzione ai capitomboli sui binari ghiacciati. L’abbigliamento leggero espone al freddo se c’è vento o si fanno soste prolungate.

Il fuoripista

Lo sci fuoripista e lo scialpinismo, come le escursioni con le ciaspole, sono attività fotogeniche, e conducono in ambienti straordinari. Per dedicarsi a questi sport, però, occorre avere un’ottima tecnica su pista, e partecipare a un corso. «Ai miei clienti, anche se ottimi sciatori, consiglio di iniziare a scendere piano, compiendo le prime curve a spazzaneve, e di prendere velocità solo dopo. Se si cade ci si può fare male» spiega la guida alpina Giampiero Di Federico. Nel fuoripista si sale con gli impianti e si scende fuori dai tracciati battuti. Gli scialpinisti salgono a forza di gambe e polmoni, e devono essere ben allenati. Sulle Dolomiti come sui Sibillini, molte gite hanno salite di mille e più metri di dislivello. Chi arriva in cima stanco scende male e si espone a rischi inutili.

Lo slittino

La parola slittino evoca un’attività per bambini, e i mini-bob di plastica che si usano a poca distanza dai posteggi. Sulle Alpi, invece, soprattutto tra l’Alto Adige e il Trentino, esistono piste dedicate fino a 10 chilometri di sviluppo, che scendono tra baite, boschi e panorami. Si usano slittini tradizionali, di legno e con i pattini, si scende seduti e non sdraiati, è obbligatorio il casco. L’attrezzatura si noleggia a poco prezzo, si sale con gli impianti. Oltre al freddo, e al rischio di incidenti se si va troppo forte, a creare problemi è la posizione seduta. Il mal di schiena è in agguato per chi non si è riscaldato a sufficienza, o compie un numero di discese eccessivo. 

Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre, 12:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA