Vaccino Sinovac autorizzato dall'Oms. Varianti rinominate con l'alfabeto greco

Martedì 1 Giugno 2021
Il vaccino Sinovac è «sicuro ed efficace». L'Oms autorizza il farmaco cinese

Già ampiamente usato in molti Paesi del mondo, da oggi il vaccino della cinese Biotech Sinovac guadagna l'approvazione d'emergenza dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), che lo omologa come «sicuro, efficace» e conforme agli standard internazionali anche nel processo di produzione. In un comunicato, il comitato indipendente di esperti vaccinali che fornisce i pareri all'agenzia Onu fa sapere che il vaccino - il secondo di produzione cinese approvato dopo il Sinopharm, sdoganato il 7 maggio - è utile per sopperire all'emergenza e somministrabile in due dosi distanziate di quattro settimane alle persone di 18 anni e più. 

 

 

 

L'EFFICACIA - Il Sinovac, ha stabilito l'Oms, ha un'efficacia solo del 51% nell'impedire il contagio, ma del 100% nel prevenire i sintomi gravi e il ricovero, secondo i dati della sperimentazione, che tuttavia appare lacunosa nei dati sull'incidenza della copertura nelle persone di 60 anni e oltre. Fra i vantaggi accertati, dice ancora l'agenzia Onu, la facile stoccabilità, che rende il preparato Sinovac adatto all'impiego negli Stati meno ricchi. Ed è infatti già utilizzato in 22 Paesi, frutto della «diplomazia dei vaccini» di Pechino. Fra questi, Turchia, Brasile, Messico, Cile, Thailandia e Tunisia. Il via libera dell'Oms permette infatti al Sinovac di essere utilizzato nel programma Covax, che s'incarica di vaccinare i Paesi a basso reddito, altrimenti esclusi da ogni profilassi. «Il mondo ha disperato bisogno di numerosi vaccini anti-Covid-19 per far fronte alle enormi diseguaglianze in tutto il mondo», ha dichiarato la vicedirettrice dell'Oms Mariangela Simao, incaricata dell'accesso alle cure e ai medicinali, poche ore dopo che un Paese povero come il Perù è balzato in cima alla triste classifica mondiale dei morti per numero di abitanti, costretto a quasi triplicare il numero totale delle vittime da quasi 68 mila a oltre 180 mila dopo un doloroso aggiornamento dei calcoli.

RINOMINATE LE VARIANTI - L'Oms ha anche promosso una piccola rivoluzione, rinominando le varianti - ma solo quelle epidemiologicamente significative per potenziale capacità di diffusione, letalità o resistenza ai vaccini - del coronavirus con le lettere dell'alfabeto greco. La variante cosiddetta indiana diventa così da oggi variante delta, quarta lettera dopo alfa (la mutazione inglese), beta (sudafricana) e gamma (brasiliana). Una nuova denominazione progressiva che dona semplicità e attinenza scientifica alla progressione genetica del virus, senza evocare numeri e definizioni scarsamente comprensibili fuori dalla cerchia scientifica. E che soprattutto toglie una sorta di stigma morale a Paesi - a cominciare dalla Cina dell'iniziale definizione di 'virus cinesè - che hanno semmai avuto il merito di scoprire per primi la nuova variante. Un cambio che infatti è stato apprezzato dall'India.

 

Ultimo aggiornamento: 19:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA