Vaccini per ragazzi in arrivo entro giugno: gli studi, l'efficacia e le sperimentazioni in atto

Mercoledì 5 Maggio 2021 di Claudia Guasco
Vaccini per ragazzi in arrivo entro giugno: gli studi, l'efficacia e le sperimentazioni in atto

Nessun vaccino contro il Covid al momento può essere somministrato al di sotto dei 16 anni. Ma lo scenario cambierà presto. Mentre in Italia si valuta di tornare a utilizzare ill vaccino AstraZeneca anche agli under 60, l’Ema ha annunciato di avere avviato la valutazione in merito alla richiesta di estendere l’uso del vaccino Pfizer–BioNTech agli adolescenti tra i 12 e i 15 anni. Martedì 4 maggio «l’Ema ha iniziato l'esame e le tempistiche che ci hanno dato sono di circa un mese, ma potrebbero essere anche più brevi. In linea di massima in tre o quattro settimane avremo l'approvazione anche per questa fascia di età», annuncia Valentina Marino, direttore medico di Pfizer Italia.

 

 

 

ASINTOMATICI - Dunque è lecito prevedere che a giugno anche i ragazzi potranno accedere alla campagna di profilassi anti Covid. «Vaccinare i giovani potrebbe aiutare a limitare la diffusione del virus, perché i ragazzi sono spesso asintomatici ma possono trasmettere il virus», aggiunge Marino. Specificando inoltre che la seconda dose «sarà utilizzata come per gli adulti», sebbene sia al vaglio «un vaccino monodose più maneggevole e più facilmente somministrabile». I possibili effetti collaterali nella fascia 12-15 anni, precisa il direttore medico, «sono sovrapponibili a quelli della fascia 16-25 anni, febbre dolore al sito di iniezione e dolori articolari». Ma non è tutto, perché a breve partirà anche uno studio per la somministrazione del vaccino anti-Covid Pfizer nella fascia di età 5-11 anni. Poi, subito dopo, per un vaccino previsto per la fascia d’età dai 2 ai 5 anni e infine dai 6 mesi ai 2 anni. «C’è un piano di sviluppo per arrivare a poterli somministrare fino a 6 mesi di vita. I risultati per le fasce dei più piccoli li avremo entro un anno», annuncia Valentina Marino.

 

 

SPERIMENTAZIONE - In Israele 600 giovani di età compresa tra i 12 e i 16 anni hanno ricevuto le prime dosi Pfizer/BioNtech e, cosa più importante, non hanno riscontrato effetti collaterali significativi. Un alto funzionario israeliamo ha dichiarato al Guardian che, dai primi dati emersi, il vaccino si sta dimostrando sicuro anche per i minori, già prima della sperimentazione clinica. «Finora abbiamo immunizzato da qualche parte circa 600 bambini», ha detto mercoledì Boaz Lev, capo della task force sui vaccini. «Non abbiamo riscontrato effetti collaterali importanti; anche quelli di minore entità sono piuttosto rari. Questo è incoraggiante». Quanto all’Europa, a pronunciarsi sulla valutazione della domanda di Pfizer–BioNTech sarà il comitato per i medicinali per esseri umani (Chmp) dell’Ema. Che si occuperà di visionare i dati presentati dall’azienda, ma anche i risultati dello studio clinico attualmente in corso sugli adolescenti a partire dai 12 anni. L’Ema prenderà una decisione che sarà vincolante per tutti i Paesi dell’Unione europea. La tempistica potrebbe estendersi nel caso in cui siano necessarie informazioni supplementari. Sono due i vaccini la cui sperimentazione è in dirittura d’arrivo, Moderna e Pfizer/BioNTech. La prima sperimentazione in fase 2/3, condotta da Moderna, è iniziata negli Stati Uniti nel dicembre 2020 su 3.000 ragazzi fra 12 e 17 anni e la stessa azienda ha appena avviato un secondo studio, chiamato KidCove, anche questo in fase 2/3 su 6.750 bambini da sei mesi a 11 anni. Negli Stati Uniti e in Germania è giunta alla fase 3 la sperimentazione condotta dalla Pfizer/BioNTech su 2.260 ragazzi di età compresa fra 12 e 15 anni. Un’altra sperimentazione, di fase 1/2/3 è in corso sui bambini a 6 mesi a 11 anni.

 

 

 

 

GLI STUDI - Uno studio clinico di dimensioni molto ampie ha dimostrato che Pfizer è efficace nella prevenzione del Covid nei soggetti a partire dai 16 anni di età, registra l’Aifa. Il profilo di sicurezza ed efficacia di questo vaccino è stato valutato nel corso di ricerche svolte in sei Paesi: Stati Uniti, Germania, Brasile, Argentina, Sudafrica e Turchia, con la partecipazione di oltre 44.000 persone. La metà dei partecipanti ha ricevuto il vaccino, l'altra metà ha ricevuto un placebo, un prodotto identico in tutto e per tutto al vaccino, ma non attivo. L’efficacia è stata calcolata su oltre 36.000 persone a partire dai 16 anni di età (compresi soggetti di età superiore ai 75 anni) che non presentavano segni di precedente infezione. Lo studio ha mostrato che il numero di casi sintomatici di COVID-19 si è ridotto del 95% nei soggetti che hanno ricevuto il vaccino (8 casi su 18.198 avevano sintomi di COVID-19) rispetto a quelli che hanno ricevuto il placebo (162 casi su 18.325 avevano sintomi di COVID-19). Quanto a Moderna, l’Aifa precisa che studi clinici hanno dimostrato che è efficace nella prevenzione del coronavirus a partire dai 18 anni di età. Il profilo di sicurezza ed efficacia di questo vaccino è stato valutato nel corso di ricerche svolte negli Stati Uniti, a cui hanno partecipato 99 centri su tutto il territorio, che hanno coinvolto 30.420 persone a partire dai 18 anni. I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: 15.210 hanno ricevuto il vaccino e altrettanti il placebo, un prodotto identico in tutto e per tutto al vaccino, ma non attivo. Oltre la metà (58,6%) dei partecipanti aveva un’età compresa tra 18 e 64 anni, il 24,8% aveva 65 anni o più e il 16,7% un’età inferiore a 65 anni ma con malattie concomitanti che aumentavano il rischio di malattia Covid grave. Il 47,3% erano donne. Complessivamente, nel gruppo che ha ricevuto il vaccino, sono stati registrati 11 casi di malattia COVID-19, contro 185 nel gruppo che ha avuto il placebo e che fungeva da controllo: il vaccino ha quindi dimostrato un’efficacia del 94,1% nel prevenire l'infezione con sintomi da SARS-CoV-2 rispetto al placebo.

 

 

NOVAVAX - Ma non c’è solo Pfizer impegnata nella ricerca per l’immunizzazione degli adolescenti. Anche la società statunitense di biotecnologie Novavax ha comunicato di aver iniziato i test clinici sui giovanissimi: coinvolgeranno fino a 3 mila ragazzi dai 12 ai 17 anni. La necessità di immunizzarli è evidente: è vero che i minorenni contraggono il virus molto meno degli adulti, tuttavia possono essere infettati e diffondere il contagio. La copertura dei giovani è dunque fondamentale per raggiungere l’immunità di gregge. Si tratta di un passaggio fondamentale per raggiungere l’immunità di gregge. Novavax ha spiegato che i partecipanti ai test riceveranno il vaccino o il placebo in due dosi, a ventun giorni di distanza e saranno seguiti per un massimo di due anni dopo le loro iniezioni. Al momento il vaccino Novavax non è stato ancora autorizzato in nessun Paese, nemmeno per gli adulti. Potrebbe però avere il via libera in Gran Bretagna entro la fine di giugno 2021. Può essere conservato a una temperatura compresa tra i 2 e gli 8 gradi, quindi nei normali frigoriferi.

Ultimo aggiornamento: 18:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA