Mal di testa, dimmi che cefalea hai e ti dirò come difenderti

Mercoledì 6 Maggio 2020 di Valentina Arcovio
Mal di testa, dimmi che cefalea hai e ti dirò come difenderti

Diffusissimo e spesso talmente invalidante da mettere in stand-by la vita di chi ne soffre, il mal di testa è il cruccio di moltissime persone in tutto il mondo. Secondo le stime dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), un adulto su due soffre di mal di testa. Sono coloro che almeno una volta nell'ultimo anno hanno riportato un attacco. Tra i 18 e i 65 anni di età la percentuale cresce fino al 75%. Ma non ne sono immuni né i bambini e né gli adolescenti. Si stima, infatti, che oltre il 40% dei ragazzi sia colpito da cefalea e che ben 10 bambini su 100 soffrano di emicrania. In particolare, l'emicrania è stata identificata dall'Oms come la malattia che causa maggiore disabilità nella fascia di età tra 20 e 50 anni, ossia nel momento più produttivo della nostra vita.
QUESTIONI APERTE
Nonostante la portata di questa malattia pochi conoscono il problema, sanno come prevenirlo e quali possibilità di cura abbiamo oggi. Sabato si celebra la Giornata nazionale del mal di testa che quest'anno, a causa della pandemia di Covid-19, sarà caratterizzata da molte iniziative virtuali. In particolare da sabato 9 a venerdì 15 maggio sulla nuova pagina Facebook Giornata Nazionale del Mal di Testa si potrà partecipare alle dirette quotidiane che vedranno gli esperti dell'Associazione neurologica italiana per la ricerca sulle cefalee (Anicerf), della Società italiana di neurologia (Sin) e della Società italiana per lo studio delle cefalee (Sisc), fare chiarezza e rispondere ogni giorno ai principali quesiti legati alla patologia. Dalla gestione dell'emicrania al tempo del coronavirus ai fattori scatenanti da evitare in quarantena, dalla cefalea del bambino alle possibilità diagnostiche, fino ai nuovi e promettenti scenari terapeutici. Gli utenti che seguiranno le dirette Facebook potranno partecipare sia con commenti che inviando domande a cui gli esperti risponderanno durante la diretta. Si prevede una grande partecipazione, considerato l'esercito di connazionali alle prese con il problema.
«In Italia l'emicrania colpisce circa 6 milioni di persone, ossia il 12% della popolazione», dice Gioacchino Tedeschi, presidente della Sin. «Numeri importanti che non ci hanno fatto desistere quest'anno, malgrado l'emergenza Covid-19, dal voler cercare di colmare il bisogno di informazione legato a questa patologia per la quale una diagnosi precoce può davvero impattare positivamente sull'evoluzione della malattia, poiché evita importanti conseguenze quali la cronicizzazione del disturbo e l'abuso di farmaci. Iniziative come questa servono proprio a informare il paziente e i suoi familiari su come non rimanere schiacciati dalla malattia».
I DIRITTI
Ancora oggi non si è ancora compreso, a livello istituzionale, l'impatto sulla qualità della vita di patologie cefaliche. «Il mal di testa è doloroso e disabilitante - afferma Elio Clemente Agostoni, presidente dell'Anircef - È in fase avanzata la realizzazione di progetti di legge per far sì che le forme più gravi vengano inserite nella categoria delle patologie sociali e che ai pazienti vengano riconosciuti diritti finora negati. Sono anni che ci battiamo per far comprendere ai non addetti ai lavori come il mal di testa sia una patologia spesso invalidante».
La Giornata è anche l'occasione per fare il punto sulle tante opportunità terapeutiche. «Le nuove terapie a base di anticorpi monoclonali che bloccano il CGRP (la proteina che causa il mal di testa) o il suo recettore - commenta Pierangelo Geppetti, presidente della Sisc stanno facendo registrare importanti miglioramenti nel trattamento dell'emicrania riducendo il numero di attacchi e risultando efficaci anche nelle forme più gravi come l'emicrania cronica e quella resistente ad altri farmaci usati in precedenza. Gli scarsissimi effetti collaterali rendono gli anticorpi particolarmente sicuri. Questi importanti progressi sono stati possibili grazie alla scoperta del meccanismo da cui si genera il dolore emicranico, frutto del lavoro incessante durato decenni da parte dei ricercatori anche italiani».
 

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