Covid, i vegani hanno meno probabilità di contagiarsi in modo grave. Lo studio

Martedì 8 Giugno 2021
Covid, i vegani hanno meno probabilità di contagiarsi in modo grave. Lo studio

Ci sono diete in grado di sconfiggere il Covid. Vegani e pescatariani (ovvero vegani che mangiano anche il pesce) potrebbero avere meno probabilità di ammalarsi gravemente di coronavirus. Questo il risultato del nuovo studio pubblicato su BMJ Nutrition, Prevention and Health, rivista americana specializzata nella nutrizione. L'indagine ha coinvolto operatori sanitari di sei paesi, tra cui oltre 2.300 che non avevano avuto COVID e 568 che invece erano stati contagiati. Di coloro che hanno affermato di aver avuto in precedenza il coronavirus, 46 hanno affermato di aver seguito una dieta a base vegetale o pescatariana. Un totale di 138 ha dichiarato di aver avuto sintomi da moderati a gravi, mentre 430 hanno avuto una malattia da lieve a molto lieve.

Dieta, mango «supereroe della frutta»: benefici e calorie della delizia esotica

La ricerca - Sono stati coinvolti sei Paesi diversi nello studio, incluso il Regno Unito. E i dati hanno mostrato che coloro che seguivano diete a base vegetale avevano il 73% in meno di probabilità di sviluppare sintomi gravi da COVID-19. Mentre le persone che mangiavano pesce, ma non carne, avevano una probabilità inferiore del 59% di ammalarsi gravemente da Covid. Diverso, invece, il caso delle persone che seguivano una dieta povera di carboidrati e ricca di proteine: che avevano maggiori probabilità di ammalarsi gravemente a causa del virus.

 

Mangiare due porzioni di frutta riduce il rischio del diabete 2: ecco perché

I dubbi - Lo studio è stato effettuato sulla base delle dichiarazioni delle persone coinvolte. Non si aveva dunque la certezza che seguissero una dieta in particolare. «Questo studio tenta di rispondere a questa domanda, ma ci sono una serie di limitazioni che devono essere considerate – spiega a Sky News il professor Francois Balloux, dell'UCL Genetics Institute – lo studio si è basato interamente sull'autodichiarazione e molti dati hanno dimostrato che l'assunzione alimentare auto-riferita è inaffidabile». Ma il professor Balloux ha aggiunto che «la dimensione del campione è sufficiente e le analisi sembrano eseguite con competenza».

Dieta mediterranea, negli over 65 rischi di mortalità ridotti del 25%: meno tumori e allergie. Ecco cosa mangiare

Il trend - Motivi disalute (76%) ed etici (63%) sono le principali motivazioni di interesse dei consumatori per alimenti abase vegetale: così l'indagine condotta dal Gruppo dei Prodotti a base vegetale di Unione Italiana Food e sostenuta da una ricerca Ipsos. Quasi 1 Italiano su 3 (29%) si dice intenzionato a introdurre iburger «veg» (o prodotti alimentari simili) nella propria dieta. Infine quasi 2 Italiani su 3 dichiarano di interessarsi alla sostenibilità e 3 Italiani su 4 si dicono disposti a pagare di più per un prodotto eco-friendly.

Ultimo aggiornamento: 15:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA