Alzheimer, vaccino nasale contro la demenza: sperimentazione Usa sull'uomo

Da Boston i test su un gruppo di pazienti tra i 60 e gli 85 anni

Mercoledì 17 Novembre 2021
Alzheimer, la frontiera del vaccino nasale. Usa: via alla sperimentazione sull'uomo

Comincia a Boston la prima sperimentazione sull'uomo di un vaccino nasale contro l'Alzheimer.  Sarà il "Brigham and Women's Hospital" a testare la sicurezza e l'efficacia del farmaco. L'avvio dello studio clinico di Fase I arriva dopo quasi 20 anni di ricerca guidata da Howard L. Weiner, co-direttore dell'Ann Romney Center for Neurologic Diseases presso l'ospedale. La sperimentazione - come spiega Cbs News - coinvolgerà 16 partecipanti di età compresa tra 60 e 85 anni, tutti con Alzheimer sintomatico precoce ma per il resto sani. Riceveranno due dosi del vaccino a una settimana di distanza, come dettagliato dalla struttura ospedaliera in un comunicato stampa.

Uno studio clinico di Fase I mira a stabilire tanto la sicurezza quanto il dosaggio di un potenziale nuovo farmaco. Se va bene, a quel punto sarebbe necessario uno studio molto più ampio per testare l'efficacia del prodotto. 

L'azione del Protollin sul sistema immunitario

Il vaccino si basa sull'azione di una particolare sostanza chiamata Protollin, che stimola il sistema immunitario. "La protollina è progettata per attivare i globuli bianchi che si trovano nei linfonodi sui lati e sul retro del collo per migrare al cervello e innescare la rimozione delle placche di beta amiloide, uno dei segni distintivi dell'Alzheimer", spiega l'ospedale. Fin qui il Protollin è stato impiegato anche in altri vaccini, con risultati soddisfacenti.

Per Weiner, "l'avvio della prima sperimentazione umana di un vaccino nasale per l'Alzheimer rappresenta un'autentica pietra miliare". Le ricerche ventennali sul vaccino ne rimarcano le potenzialità, ora tutte da verificare in questo primo step che coinvolge dei pazienti. "Se gli studi clinici sugli esseri umani dimostreranno che il vaccino è sicuro ed efficace - prosegue il comunicato dell'ospedale -, il farmaco potrebbe anche essere somministrato precocemente per aiutare a prevenire l'Alzheimer nelle persone a rischio". Il sistema immunitario svolge un ruolo molto importante in tutte le malattie neurologiche, come aggiunge Weiner. "Ed è entusiasmante che dopo 20 anni di lavoro preclinico, possiamo finalmente fare un passo avanti fondamentale verso la traduzione clinica grazie a questo primo test umano fondamentale".

La possibilità di trattamento per altre malattie neurodegenerative

La ricerca apre la strada anche al trattamento di altre malattie neurodegenerative, come assicura Tanuja Chitnis, professore di neurologia presso il Brigham and Women's Hospital e ricercatrice principale del processo. I-Mab Biopharma e Jiangsu Nhwa Pharmaceutical sono responsabili dello sviluppo, della produzione e della commercializzazione di Protollin. I ricercatori medici di tutto il mondo lavorano da anni per sviluppare nuovi farmaci per curare o rallentare l'Alzheimer, la causa più comune di demenza, che colpisce circa 6 milioni di americani. Ma molti dei farmaci sperimentali che una volta sembravano promettenti nei primi studi non hanno avuto successo, lasciando i pazienti e le loro famiglie con poche buone opzioni di trattamento.

A giugno, la Fda (Food and Drug Administration, ente che sovrintende a farmaci e alimenti, dipendente dal Dipartimento della salute) ha approvato il primo nuovo farmaco per l'Alzheimer in 20 anni, l'Aduhelm di Biogen. Ma la decisione ha suscitato non poche polemiche, alimente dalla presa di posizione di alcuni esperti circa l'eventualità di gravi rischi collaterali.

Ultimo aggiornamento: 19 Novembre, 09:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA