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Zecche, si può morire per una puntura? Chi sono i soggetti a rischio e come difendersi

Il caso del decesso di una donna in Sardegna. Gli esperti: «Non bisogna sottovalutare neppure le piccole reazioni»

Martedì 7 Giugno 2022 di Graziella Melina
Zecche, si può morire per una puntura? Chi sono i soggetti a rischio e come difendersi

Api, calabroni, vespe, non sono solo fastidiosi se si avvicinano troppo, ma in alcuni casi persino letali. Ecco perché le punture degli insetti non vanno mai sottovalutate. Dopo il caso della donna morta in Sardegna per una zecca, gli esperti raccomandano di rivolgersi subito al medico per evitare reazioni non sempre facili da gestire.

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LE PUNTURE LETALI


Nella maggior parte dei casi, gli effetti non sono gravi e i disturbi che provocano migliorano, o scompaiono, in poche ore o entro pochi giorni; di solito causano un rigonfiamento rossastro della cute, talvolta doloroso oppure pruriginoso. «Però non bisogna trascurare anche le piccole reazioni che si verificano dopo le punture in particolare degli imenotteri, come vespe, api e calabroni - spiega Eleonora Nucera, direttore di Allergologia e Immunologia clinica del Policlinico Gemelli di Roma -. A volte, il paziente ha solo una reazione locale, nella zona della puntura. Ma se si tratta di una manifestazione allergica, succede che alla puntura successiva il paziente ha una reazione generalizzata la cui gravità è imprevedibile».


I SOGGETTI PIÙ A RISCHIO


Le persone che sono affette da mastocitosi, che è una malattia delle cellule del sangue, devono avere maggiori precauzioni. «Una buona parte dei pazienti scopre di essere affetta da questa malattia rara perché quando si presentano in ospedale, dopo aver avuto reazioni gravi anafilattiche, scopriamo che il dosaggio della triptasi, che è la sostanza che liberano i mastociti, è superiore alla norma». Per evitare il peggio, chi sa di essere affetto da mastocitosi, oltre a farsi somministrare il vaccino, deve sempre portare con sé un kit salvavita, con adrenalina, cortisone, antistaminico.


COME CI SI DIFENDE


Molto raramente, alcuni soggetti possono manifestare una grave reazione allergica che provoca difficoltà a respirare, capogiri, oppure rigonfiamento del viso e della lingua. Chi sa di essere allergico alle punture deve quindi assumere subito la terapia di emergenza e poi rivolgersi al Pronto soccorso. «In questo modo - raccomanda Nucera - almeno tampona la reazione sul nascere e riduce l’intensità. Chi invece non sa di essere allergico, se ha avuto delle reazioni dopo una puntura di insetto, è bene che si rivolga a un centro di allergologia, per cercare di valutare se ha avuto una reazione allergica oppure no».


LA PERICOLOSITÀ DELLA ZECCA


Le zecche possono trasmettere alcune malattie infettive come la borreliosi o malattia di Lyme e l’encefalite virale da zecche. Questi insetti sono pericolosi soprattutto quando si annidano a lungo sul corpo. «La possibilità che possano trasmettere malattie - precisa Luca Mazzon, entomologo dell’Università di Padova - è proporzionale al tempo in cui rimangono attaccate. Quindi, se ci accorgiamo subito che abbiamo addosso una zecca e un minuto dopo la togliamo, diminuiamo il rischio che ci possano trasmettere una malattia». Generalmente le zecche rimangono attaccate all’ospite per un periodo che varia tra i 2 e i 7 giorni e poi si lasciano cadere spontaneamente. «Non dimentichiamo che la malattia di Lyme - mette in guardia Mazzon - è subdola, i sintomi infatti possono essere confusi con quelli di una banale influenza, e si manifestano con molto ritardo rispetto a quando si è stati punti dalla zecca».


COME PROTEGGERSI


Per evitare punture di zecche, l’Istituto superiore di sanità raccomanda di non camminare nei terreni con l’erba alta o, nel caso fosse necessario, di indossare indumenti lunghi, che quindi proteggano il corpo, e scarpe chiuse. Bisogna poi evitare l’uso di profumi e di deodoranti, saponi e shampoo molto profumati perché potrebbero attirare gli insetti in generale. È bene poi prediligere vestiti di colore chiaro, per poter individuarne meglio la presenza. È importante poi proteggere anche i propri animali. Se in prossimità dell’abitazione sono presenti alveari, non bisogna avvicinarsi alle api. È sempre preferibile contattare esperti e personale specializzato per farle allontanare.

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Ultimo aggiornamento: 9 Giugno, 19:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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