Omicron, i sintomi e perché colpisce di più i bronchi (e meno i polmoni) rendendola più infettiva

Lo studio condotto da un team ricercatori della Facoltà di Medicina LKS dell'Università di Hong Kong (HKUMed) guidato dal dottor Michael Chan Chi-wai

Giovedì 16 Dicembre 2021 di Simone Pierini
Omicron, i sintomi e perché colpisce di più i bronchi (e meno i polmoni) rendendola più infettiva

Un impatto diverso su bronchi e polmoni rispetto alle precedenti varianti (da Alpha fino a Delta) hanno reso la variante Omicron molto più infettiva e probabilmente meno grave in termini di malattia. Ma non meno pericolosa proprio per la sua capacità di diffondersi a grande velocità tra la popolazione, riuscendo a surclassare (soprattutto) l’immunità naturale recepita da una precedente infezione e in parte anche quella fornita dalle due dosi di vaccino. Fortunatamente però gli ultimi studi dimostrano come la dose booster sia in grado di riportare ad alte percentuali la protezione. A rivelarlo è uno studio condotto da un team ricercatori della Facoltà di Medicina LKS dell'Università di Hong Kong (HKUMed).

 

 

 

 

I sintomi, dalla gola irritata al mal di schiena

I dati provenienti dal Sudafrica, citati dal The Sun, che hanno analizzato 78.000 casi, mostrano sintomi più lievi della malattia. Non è ancora chiaro se questo derivi da un differente sviluppo delle mutazioni di Omicron, ma c'è da sottolineare come gran parte della popolazione sudafricana sia già entrata in contatto con il virus (tra questi meno del 30% sono vaccinati) e questo potrebbe aver in parte garantito una sorta di protezione. Gli esperti affermano che nei pazienti con Omicron sono stati osservati dolore lombare e gola irritata. Due nuovi sintomi che potrebbero essere rischiosi soprattutto se confusi con normali disturbi quotidiani, evitando quindi di farsi un test diventando un vettore del virus. L'amministratore delegato di Discovery Health, il più grande assicuratore sanitario privato del Sudafrica, Ryan Roach, ha affermato che gli esperti avevano notato sintomi diversi durante lo studio. Tra questi, appunto, il prurito alla gola e il mal di schiena. 

 

 

 

Secondo l'Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, i dati sono attualmente troppo limitati per valutare la gravità della malattia causata da Omicron nella popolazione UE/SEE con sufficiente sicurezza. Tuttavia, anche se la gravità della malattia causata da Omicron dovesse risultare uguale o inferiore alla gravità della variante Delta, la maggiore trasmissibilità e la conseguente crescita esponenziale dei casi supereranno rapidamente qualsiasi beneficio di una gravità potenzialmente ridotta. Si ritiene quindi molto probabile che Omicron provocherà ulteriori ricoveri e decessi, oltre a quelli già previsti nelle precedenti previsioni che tengono conto solo della variante Delta.

 

Omicron, bronchi e polmoni: le differenze con Delta

 

Uno studio condotto da un team ricercatori della Facoltà di Medicina LKS dell'Università di Hong Kong (HKUMed) guidato dal dottor Michael Chan Chi-wai fornisce le prime informazioni su come la nuova variante Omicron che si sta espandendo in tutto il mondo a forte velocità infetti l'uomo nelle vie respiratorie. I ricercatori hanno scoperto che Omicron infetta e si moltiplica 70 volte più velocemente della variante Delta e del SARS-CoV-2 originale nei bronchi umani, il che potrebbe spiegare perché riesca a trasmettere più velocemente l’infezione rispetto alle varianti precedenti. Il loro studio ha anche dimostrato che l'infezione da Omicron nel polmone è significativamente inferiore rispetto alla SARS-CoV-2 originale, il che potrebbe essere un indicatore di una minore gravità della malattia. Questa ricerca è attualmente in fase di revisione paritaria per la pubblicazione.

 

 

 

I tessuti dei bronchi dopo l'infezione da SARS-CoV-2

 

Lo studio da Hong Kong

Il dottor Chan e il suo team hanno isolato con successo la variante Omicron e hanno confrontato l'infezione con l'originale SARS-CoV-2 del 2020 e con la variante Delta divenuta dominante nel 2021. Hanno scoperto che la nuova variante Omicron si replica più velocemente del virus SARS-CoV-2 originale e della variante Delta nel bronco umano. A 24 ore dall’infezione Omicron si è replicata circa 70 volte in più rispetto a Delta e al virus originale. Al contrario, la Omicron si è replicata in modo meno efficiente (più di 10 volte inferiore) nel tessuto polmonare umano rispetto al virus originale, il che potrebbe suggerire una minore gravità della malattia.

 

 

I tessuti bronchiali infetti da SARS-CoV-2 

 

«È importante notare che la gravità della malattia negli esseri umani non è determinata solo dalla replicazione del virus, ma anche dalla risposta immunitaria dell'ospite all'infezione, che può portare a una disregolazione del sistema immunitario innato, la cosiddetta "tempesta di citochine”», ha affermato dottor Chan. «Si nota inoltre che, infettando molte più persone, un virus molto infettivo può causare malattie più gravi e decessi anche se il virus stesso può essere meno patogeno. Pertanto, insieme ai nostri recenti studi che dimostrano che la variante di Omicron può parzialmente sfuggire all'immunità dai vaccini e dalle infezioni passate, è probabile che la minaccia complessiva della variante di Omicron sia molto significativa». 

 

 

L'impatto diverso su bronchi e polmoni rispetto a Delta 

 

L'importanza della dose booster

Un recente studio pubblicato su Medvrix ha misurato la potenza di neutralizzazione dei vaccino da 88 individui che hanno ricevuto Moderna, 111 Pfizer e 40 destinatari del vaccino Johnson&Johnson contro le prime varianti, contro Delta e contro Omicron. Sono stati inclusi individui che sono stati vaccinati di recente (meno di 3 mesi fa), più in là nel tempo (dai 6 ai 12 mesi fa) o che di recente hanno ricevuto il booster o che hanno vissuto una precedente infezione da SARS-CoV-2. Sorprendentemente, la neutralizzazione di Omicron non era rilevabile nella maggior parte degli individui vaccinati. Tuttavia, gli individui potenziati con vaccini mRNA hanno mostrato una potente neutralizzazione di Omicron solo 4-6 volte inferiore rispetto alle prime varianti, suggerendo che i booster siano in grado di produrre una reattività risposta anticorpale neutralizzante. Nel complesso, lo studio evidenzia l'importanza dei booster per ampliare le risposte anticorpali neutralizzanti contro varianti altamente divergenti di SARS-CoV-2.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 17 Dicembre, 21:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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