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Omicron, ecco il nuovo test che misura l'immunità al virus e l'efficacia del vaccino in meno di 24 ore

Lo indica lo studio pubblicato su Nature Biotechnology da un team internazionale guidato da Ernesto Guccione del Tisch Cancer Institute al Mount Sinai di New York e Antonio Bertoletti della Duke-NUS Medical School di Singapore

Lunedì 13 Giugno 2022
Omicron, ecco il nuovo test che misura l'immunità al virus e l'efficacia del vaccino in meno di 24 ore

Un nuovo test del sangue capace di misurare quanto siamo immuni al virus del Covid e l'efficiacia del vaccino in meno di 24 ore. Invece di valutare gli anticorpi, quantifica l'attivazione dei linfociti T, i protagonisti della risposta immunitaria adattativa (indotta dall'infezione o dalla vaccinazione) che aiuta a proteggerci dalle forme più gravi della malattia. Il test, applicabile anche su larga scala per valutare l'immunità della popolazione e l'efficacia dei vaccini, potrebbe aiutare a identificare le persone più fragili che hanno bisogno di dosi di richiamo. Lo indica lo studio pubblicato su Nature Biotechnology da un team internazionale guidato da Ernesto Guccione del Tisch Cancer Institute al Mount Sinai di New York e Antonio Bertoletti della Duke-NUS Medical School di Singapore.

Omicron, il nuovo test del sangue

«Il test che abbiamo creato ha la capacità di misurare l'immunità cellulare della popolazione e testare in modo esteso l'efficacia di nuovi vaccini», afferma Guccione. «Sappiamo che le persone vulnerabili non sempre sviluppano una risposta anticorpale, quindi misurare l'attivazione dei linfociti T è cruciale per valutare la reale entità dell'immunità di una persona. Inoltre l'emergere di varianti come Omicron, che sfuggono in buona parte alla capacità neutralizzante degli anticorpi, indica la necessità di test capaci di misurare i linfociti T, che sono più efficaci contro le varianti emergenti che destano preoccupazione».

 

I linfociti T

Il nuovo esame valuta la capacità dei linfociti T presenti nel sangue di reagire a una serie di peptidi che solitamente ricoprono varie proteine del virus SarsCoV2, inclusa la Spike. «Potendo usare diversi set di peptidi - sottolinea Jordi Ochando del Tisch Cancer Institute - il nostro approccio rappresenta una strategia flessibile che può essere facilmente implementata per rilevare la presenza di cellule T che rispondono a diverse proteine virali. Queste cellule T hanno un ruolo importante nella protezione dai ceppi mutanti emergenti, così possiamo misurare immediatamente l'impatto che le mutazioni virali hanno sull'immunità cellulare». Il test ha recentemente ottenuto la certificazione europea CE-IVD (diagnostica in vitro), mentre è in corso la validazione clinica della Food and Drug Administration (Fda) americana e dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema).

 

Ultimo aggiornamento: 14 Giugno, 12:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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